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Weekend di settembre ad Orvieto

Weekend di settembre ad OrvietoOrvieto, una città ricca di storia che ben si sposa con un weekend di settembre. Orvieto,siamo al centro dell’Umbria, dove la città sorge sopra una rupe di tufo ed altro materiale vulcanico, poggiante su un basamento di argilla.
Fu l’azione eruttiva di alcuni vulcani a creare questa enorme piattaforma in tufo, che si innalza dai venti ai cinquanta metri rispetto al piano della campagna.
Un viaggio, quello alla scoperta di Orvieto, che è in grado di aprire uno scrigno di storia, bellezze naturali e luoghi incantati che hanno avuto origine dalla civiltà etrusca e romana.

Per apprezzare l’eccezionale panoramicità della città vale la pena di salire sulla sommità della duecentesca Torre del Moro, il punto più alto e centrale di Orvieto, da cui lo sguardo si perde tra il verdeggiante orizzonte che la circonda. sarà una tappa quasi obbligata per spingervi ad entrare nel cuore della città.

Il cuore dei Orvieto è Piazza del Duomo, su cui si affacciano antichi Palazzi e l’imponente struttura del Duomo. La sua facciata gotica, imponente e bellissima, custodisce uno spazio interno suggestivo, con la cappella di San Brizio, gli angeli dipinti da Beato Angelico sulle vele del soffitto gli affreschi alle pareti e i capolavori di Luca Signorelli.

A pochi chilometri dal centro città sorge la necropoli etrusca e i surreali borghi tufacei di Civita e Bagnoregio.

Tra i luoghi da vedere, spicca il Museo dell’Opera del Duomo, situato all’interno del Palazzo papale e ospita antichità del periodo etrusco, quali sarcofagi, statuette e decorazioni, una sezione dedicata all’oreficeria medievale e un’altra dedicata ad opere di scultura, come quelle di Arnolfo di Cambio, e opere di pittura, tra le quali la Madonna e il polittico di Simone Martini.
Da vedere anche le terracotte invetriate di Della Robbia.

La Città Sotterranea è l’altra Orvieto, quella che sorge nel cuore del quartiere medievale, nascosta sotto la città : grotte, cunicoli, gallerie, antichi frantoi, sono le tappe di un viaggio “sotterraneo” da non perdere per ripercorrere.

Orvieto è il famoso il Pozzo di San Patrizio, sito accanto ai giardini comunali che si trovano all’interno della Fortezza dell’Albornoz. Profondo 62 metri, ha un diametro di 13,5 metri. Tutt’attorno si snodano due scale a chiocciola elicoidali che non si incontrano mai; le due scalinate, composte da 248 gradini ognuna, ricevono luce da 72 finestre creando un’atmosfera surreale.

Infine qualche notizia gastronomica: il piccione, la “palomba alla leccarda” ed il “pollo alla cacciatora” sono tra i piatti più antichi e tipici della città; come dessert vi consigliamo di provare i ciambelloni con l’anice. Ma Orvieto è conosciuta soprattutto per il vino: Grechetto, Trebbiano e Sangiovese.

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Perchè fermarsi a Sessa Aurunca Archeologia natura e ottima cucina campana

Sessa Aurunca, in provincia di Caserta, sorge tra un’ampia zona collinare e la fertilissima “Piana del Garigliano”. Il suo nome si presume  possa derivare dalla sua felice posizione . La particolare dislocazione  e le 26 frazioni rende  importante tutto il territorio comunale per una produzione agricola altamente differenziata e particolarmente apprezzata soprattutto per quanto riguarda olio e vini noti già nell’epoca.

Da queste terre, fino alle pendici del Massico – da vari anni zona riconosciuta di produzione d.o.c. – proviene quel vino Falerno tanto decantato nella antichità da essere ritenuto un dono del Dio Dioniso alle ospitali genti del luogo. Ben noto a Plinio Orazio, Marziale e Petronio per le sue doti terapeutiche e per il suo gusto asciutto e forte, il Falerno è ancora oggi oggetto di una qualificata richiesta anche dall’estero. Altrettanto pregevole è l’olio.

Le origini di Sessa Aurunca sono antichissime, come testimoniano nel suo  territorio i molti reperti archeologici. Città fondata dagli Aurunci, popoli dell’attuale Campania,diventa proprietà di Roma nel IV secolo,  ed, in età imperiale, il centro urbano arriva ad occupare una vasta area, contando numerosi monumenti.

Il monumento superstite dell’area meglio conservato é certamente il Criptoportico, posto nei pressi del Foro su una terrazza sul lato occidentale dell’abitato, nell’area del convento di S.Giovanni. Posto sotto la terrazza del Criptoportico e al di fuori della cinta muraria é il teatro. La costruzione dell’edificio é stata attribuita al II secolo a.C. 

Di notevole bellezza sono i pavimenti in maioliche della chiesa barocca di Ferdinando Sanfelice, una chiesa facente parte di S. Agostino, il più grande complesso conventuale costruito nel borgo inferiore. Nel borgo superiore c’è la costruzione architettonica artistica del Duomo, un edificio di elevata importanza, costruito in stile romanico. La costruzione ha un portico a tre navate edificato nel corso del 300 con dei pilastri con accanto delle colonne molto antiche. Nella parte interna del Duomo troviamo numerose decorazioni risalenti al 1200 come un pavimento musivo, un pergamo, mosaici come il coevo e candelabri pasquali.

 Il Castello Ducale a pianta quadrata come le sue due torri, ricorda, con l’articolazione della cinta muraria difensiva, lo stile normanno – svevo, mentre nel cortile sono presenti delle bifore risalenti al 400, sicuramente costruite in stile catalano.

Fuori paese a circa 2 km è il ponte Ronaco o degli Aurunci, tra i più importanti ponti romani presenti in Campania per dimensioni e stato di conservazione. Allo stato attuale, ci sono fondamentalmente due vie per accedervi. La prima è a 4 km. circa scendendo dalla via Appia e seguendola verso destra per poi percorrere, dopo 3,5 km, una breve stradina. L’alternativa è a 2,5 km scendendo sempre dalla via Appia e, al bivio di Mondragone, prendendo una strada incassata, a destra. Realizzato in età traianea, nella prima metà del II secolo d.C., esso era parte integrante del collegamento viario tra Suessa, l’Appia e Sinuessa.

Menzioniamo ancora un piccolo centro abitato, situato proprio  alle pendici di un vulcano che ha smesso la sua attività da ormai molto tempo. Presso dei castagneti del parco regionale della Roccamonfina e Foce Garigliano, l’abitato è fonte di interesse turistico per la tranquillità del paesaggio e per la buona cucina locale.

Non solo arte a Sessa Aurunca ma la città vi  stupirà per la varietà di piatti tipici locali tra cui spicca il pesce sempre fresco proveniente dal vicino Golfo di Gaeta, e cucinato in versioni sempre diverse. E ancora ravioli ripieni di zucca, le  uova locali davvero eccezionale e non può mancare la mozzarella di bufala campana DOP .

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