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La campagna siracusana: tra riserve, tradizioni e luoghi d’incanto

La campagna siracusana: tra riserve, tradizioni e luoghi d'incantoSituata sulla costa sud orientale della Sicilia, Siracusa è la meta perfetta per un week end all’insegna della natura e della buona cucina tradizionale siciliana.

La città si sviluppa in parte sulla terra ferma, è in parte su un promontorio, l’isola di Ortigia, che rappresenta la zona più antica della città, abitata sin dall’età del bronzo. Nel suo centro possiamo ammirare splendide opere di epoca ellenica, rivisitate in seguito in stile barocco, come ad esempio il Duomo, che presenta una facciata barocca, ma che fu costruito inglobando il tempio greco di Athena.
La città di Siracusa, oltre a presentare, come molte città siciliane, una ricchezza storica di grande prestigio, grazie alla sua posizione costiera offre una vegetazione tipica mediterranea e un territorio all’interno del quale, nel tempo, sono nati diversi agriturismi costruiti ex novo o talvolta nati in seguito alla ristrutturazione di bagli rurali, i quali offrono, ai turisti che visitano la città, la possibilità di ammirare il suo meraviglioso territorio grazie all’organizzazione di visite guidate.
Gli stessi agriturismi di Siracusa e provincia inoltre sono specializzati nella cucina tipica siciliana e quindi si ha la possibilità di assaggiare i piatti caratteristici della tradizione siracusana.
Nel paesaggio tipico della
macchia mediterranea è possibile ammirare le piante di fichi d’india, provenienti dal Messico ma spontanee sul territorio siracusano, le piante di papiro, scarse in Europa, e famose per l’uso che se ne faceva in Egitto. Come in tutta la Sicilia poi sono presenti e rigogliosi gli alberi d’ulivo, di arance, limoni e mandarini.
Il paesaggio stupisce anche con i profumi dei suoi fiori tra i quali il gelsomino, i gigli, i papaveri rossi, le margherite e le zagare, i fiori dell’albero di arance e di limoni. Una combinazione di profumi e colori che rapiscono il cuore di chi si immerge in questo fantastico viaggio nella natura siciliana.
Questo patrimonio naturalistico con la sua biodiversità si trova tutto intorno alla città di Siracusa, suddiviso in 4 riserve naturali, nate appunto per proteggere queste diverse specie vegetali e animali che si trovano nel territorio:

  • la Riserva Naturale Fiume Ciane e Saline di Siracusa, nata per salvaguardare oltre al tipico papiro che cresce lungo le sue sponde, anche la zona palustre delle saline, che costituivano, nel seicento una grande risorsa economica per la città.
  • Molto caratteristica da visitare è la Riserva Naturale Orientata Cavagrande del Cassibile, che offre un panorama entusiasmante grazie al canyon e a un intreccio di cascate e laghetti creati dal fiume Cassibile nel corso dei millenni.
  • Emozionante e di grande interesse è il paesaggio protetto dalla Riserva Naturale Integrale Grotta del Monello, che mira a tutelare il ricco sistema di stalattiti e stalagmiti che si trovano al suo interno, e la tipica fauna di troglobi, animali che vivono nelle grotte senza mai vedere la luce del sole.I_due_frati_Siracusa (1)
  • Infine di grande interesse, soprattutto storico, è l’Area Marina Protetta del Plemmirio, che protegge specie marine come le ricciole, i tonni e i delfini, ma che preserva anche notevoli reperti archeologici nei suoi fondali, che un tempo erano crocevia degli scambi commerciali di romani e greci.

Finito il giro naturalistico in un paesaggio ricco di vegetazione piena di fascino, è ora di tornare in agriturismo per assaggiare tutte le leccornie tipiche della città di Siracusa.
Un pasto completo che comprenda tutte le portate: dall’antipasto al dolce, tutto cucinato con i prodotti tipici di Siracusa, come la buona cucina mediterranea che si rispetti, comprendendo pasta, pesce, carne, agrumi e verdure.
Tra i primi piatti rinomati nel territorio abbiamo i cavati alla siracusana fatti con pasta fresca condita con sugo di maiale, buonissima per gli amanti della carne; chi invece adora il pesce potrà assaggiare gli spaghetti al pesce spada conditi col pomodoro di Pachino.
Tra i secondi piatti è tipico il
coniglio alla stemperata cucinato con capperi, olive, pomodorini e sedano da accompagnare con la caratteristica caponata siciliana fatta con melanzane e peperoni. Per finire un bel piatto di frutta con fichi d’india e anguria, e i più golosi, che non rinunciano al dolce, potranno scegliere tra le cassatedde ripiene di ricotta, la giuggiulena, torrone tipico fatto con il sesamo, i cannoli, la granita e il gelato artigianale.
Come molte mete turistiche siciliane, Siracusa offre una combinazione di tradizioni, natura e gastronomia che fa sì che, chi ha la possibilità e il piacere di visitare luoghi di grande prestigio come questa meravigliosa città, torni a casa con con gli occhi pieni di meraviglie e la pancia piena di prelibatezze!

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Siracusa, un magnifico angolo di Sicilia

Siracusa, un magnifico angolo di SiciliaSiracusa, angolo siciliano da incanto. Qui mare, natura e storia si fondono e si confondono con una certa magia. Da sempre meta di artisti ed intellettuali è il cuore pulsante della cultura sicula ed ancor prima della Magna Grecia. Qui sono passati  Eschilo, Platone, Cicerone a Caravaggio, Maupassant, Gide, Goethe, Wilde, Freud, ma sopratutto è la patria di Archimede Pitagorico, noto Pitagora.

Ogni  luogo è da visitare. A Siracusa  si va per andare a Siracusa o forse per essere stata Magna Grecia, o magari perchè il duomo aretuseo è la prima chiesa cristiana d’Europa o perchè l’Ara di Ierone è il più grande altare votivo del mondo (quanto uno stadio olimpico). Impossibile dimenticare che la bella Siracusa ospita il primo teatro della Sicilia (la cavea è la più grande del mondo ellenico), le catacombe più estese del mondo (insieme a quelle di Roma) e il tempio di Apollo, il più antico dell’intera Magna Grecia.

Ma Siracusa è anche la città della mitica Santa Lucia,   la Santa siciliana più venerata al mondo.

Passeggiando per la bella Siracusa è impossibile non fare una tappa al  Museo Archeologico “Paolo Orsi” è uno dei primi in Europa, oppure al  Museo del Cinema.

Importante è una visita approfondita alla necropoli rupestre di Pantalica (dal 2005 Patrimonio dell’umanità UNESCO), simbolo del passato illustre della città e reperto giunto fino a noi nonostante il tremendo terremoto del 1693, ci si può tuffare nel nuovo Risorgimento architettonico ben rappresentato dal Municipio (Palazzo del Vermexio), da edifici nobiliari come Palazzo Impellizzeri, Palazzo Beneventano del Bosco, l’Arcivescovado, e dalle chiese dell’Immacolata, di San Giuseppe, dei Cappuccini, di San Filippo Neri, e di Santa Lucia alla Badia. Pure il Teatro Comunale, il Palazzo delle Poste, la Tonnara di Santa Panagia, la Fontana di Artemide sono interventi interessanti, anche se più recenti. Ma per avere un quadro storico completo, si suggerisce il bellissimo tour dei musei: dal Museo Archeologico Regionale Paolo Orsi, riferimento per l’archeologia dell’intera Sicilia orientale, con vasi, monili e decorazioni dall’età preistorica a quella romana, al Museo Bellomo, con le maestranze locali (tra cui l’Annunciazione di Antonello da Messina, le opere dei fratelli Gagini e le tele di Marco Costanzo, collaboratore del Caravaggio), fino al Museo del papiro e alla Galleria Comunale Montevergini, dedicata all’arte contemporanea.

Il Museo dell’INDA, invece, prevede esposizioni temporanee, mentre il mega Museo del cinema ha gestione privata. Per i più curiosi, al parco archeologico della Neapolis, è allestito un parco tecnologico permanente (Tecnoparco Archimede) con repliche di macchine da guerra utilizzate nel III secolo a.C. e autentici strumenti tecnologici ideati dal genio di Archimede – gru, argani, ruote dentate, baliste, viti di Archimede, orologi ad acqua, specchi ustori, corobate etc (l’altranno è stato inaugurato anche l’Archimedeion, a palazzo Pupillo, in Ortigia, con le opere del genio interattive approntate dal CNR). Infine, vale la pena visitare il nuovissimo Museo del Mare, nell’ex convento di S. Maria Aracoeli, con vari cimeli e una piccola imbarcazione della tradizione marinara siracusana.

Per chi ama la natura, nei dintorni di Siracusa ci sono varie opportunità: la riserva naturale fiume Ciane e Saline, l’area marina protetta del Plemmirio e Cavagrande del Cassibile sono ottime escursioni da fare anche in giornata. La prima salvaguarda il papiro e le saline, la seconda custodisce i reperti archeologici nel mare circostante, mentre Cavagrande del Cassibile preserva la vegetazione naturale.

Anche partecipare alle feste popolari e religiose può essere un modo per conoscere la cultura della città: a parte la processione di Santa Lucia del 13 dicembre (si cammina a piedi scalzi seguiti da paggi con abiti settecenteschi), ad agosto si può assistere alla festa della Madonna delle Lacrime (29 agosto – 1 settembre) dove si ricorda il miracolo del 1953 in cui dal gesso col cuore immacolato di Maria sgorgarono lacrim. Sempre ad agosto (15), c’è la processione in mare per la festa dell’Assunta, mentre la festa di Maria SS. Addolorata è l’ultima domenica di settembre (rione Grottasanta). Tuttavia quest’anno l’appuntamento da non perdere è con il teatro dei pupi, nella suggestiva cornice di San Giovannello alla Giudecca: organizzata dall’Associazione Vaccaro-Mauceri, la rassegna “Storie di pupi sotto le stelle”, patrocinata dal Ministero per i Beni Culturali, dalla Regione Sicilia – Assessorato al Turismo, Sport e Spettacolo, e promossa dal Centro Commerciale Naturale “Ortigia”, promette un agosto (fino al 31) indimenticabile tra gli amori e le battaglie dei pupi, riproponendo un nuovo percorso dell’Opra dei pupi aretusea che quest’anno si snoda attraverso tre opere cronologicamente correlate. La prima, produzione del 2011, è “Gradasso assedia Parigi” a cui segue una edizione speciale di una delle prime opere dei fratelli Mauceri, “Rinaldo e la grotta del drago”, molto “dark”; concluderà la trilogia la nuova produzione “La vendetta di Rinaldo”, di cui resterà nella memoria l’incredibile colonna sonora (esiste anche un Museo dei Pupi, a piazza San Giuseppe, in Ortigia).

(Fonte Ansa)

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