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Fall Foliage Itinerari tra i colori della Natura

Fall Foliage Itinerari tra i colori della NaturaIl Fall Foliage, lo spettacolo d’autunno, quando  la natura offre un inaspettato fiorire di colori e luci nel lento sfiorire degli alberi che cambiano tonalità , tra sfumature di giallo, arancio e rosso, è per molti uno spettacolo da non perdere.

E’ il Fall Foliage, gli americani ne vanno pazzi e anche gli europei ultimamente hanno iniziato ad apprezzare, fotografare e andare nei boschi alla ricerca di questo fenomeno naturale. Da settembre ad ottobre il Fall Foliage,  è divenuto un appuntamento da non perdere per fotografi, pittori, scrittori e semplici amanti della natura.

Anche in Italia l’osservazione della caduta delle foglie accompagnata dai colori d’autunno sta diventando un passatempo sempre più praticato.
Fall Foliage, cioè della caduta delle foglie dagli alberi decidui in autunno. Il fenomeno naturale trasforma i boschi dei nostri pendii di media montagna in gigantesche sale a cielo aperto dove vengono esposti quadri coloratissimi ed emozionanti. Gli itinerari  dove contemplare i colori d’autunno comprendono in Italia le aree più belle dell’arco alpino e gli Appennini.

La magia del foliage può essere ammirata a Merano, nei Giardini di Sissi del Castel Tauttmansdorff , il parco più bello d’Italia. A colorare i giardini sono le latifoglie nordamericane, le sequoie, i cipressi, le querce rosse e gli aceri del Canada. Utili anche le visite guidate per il parco, antica dimora estiva della principessa Elisabetta, Imperatrice d’Austria.Fall Foliage Itinerari tra i colori della Natura

In Alto Adige, nella Valle Aurina il foliage coincide in genere con l’Estate di San Martino. Nell’Appennino Tosco-Emiliano tra ottobre e novembre può essere una meta  per innoltrarci in sentieri percorribili anche a piedi che passano tra le colline, boschi di faggio, quercia, conifere e castagni.

In provincia di Sondrio troviamo il Val Masino, valle scavata dall’omonimo fiume ai lati della Valtellina. Qui l’abbondanza di boschi di castagno, frassini, betulle e tigli rendono particolarmente spettacolare il fenomeno della caduta delle foglie.

Nell’oasi WWF del Giardino Botanico di Oropa ed durante una passeggiata nella riserva Naturale del Sacro Monte di Oropa è un luogo ideale per  l’osservazione dei colori dell’autunno grazie ai suoi boschi di faggio e frassino.

Ma l’elenco è lungo, la nostra terra ci regala tanti e splendidi angoli: che ne dite del Foliage in Puglia o sui monti della Sila, in Calabria, e nella splendida e severa Barbagia di Sardegna? 

 

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In bicicletta alla scoperta della Loira Tre itinerari

In bicicletta alla scoperta della Loira Tre itinerariLa Loira è il fiume che dà il nome ad un territorio francese ricco di storia e cultura. Percorrere il fiume affittando un battello, per poi andare alla scoperta della valle della Loira su due ruote è un’idea interessante per una vacanza unica e stimolante. Le imbarcazioni sono grandi, con cabine spaziose, dotate di cucina, bagni, terrazzi per prendere il sole. Caricata la bicicletta, partiamo per questo nostro viaggio fra piccole strade poco frequentate e piste ciclabili che serpeggiano lungo questo incantevole fiume che collega Cuffy nel Cher, nei pressi di Sancerre, a St-Brévin-les-Pins, nella Loira-Atlantica. Si attraverseranno paesi come Tours, Amboise, Chaumont sur Loire, Blois e Orléans per scoprire al ritmo delle due ruote tutta la Valle. Vi sono molte alternative di percorso, ma tre percorsi sono particolarmente affascinanti.

Il primo itinerario, lungo una trentina di chilometri, inizia a Orléans, la città di Giovanna d’Arco. Una volta sbarcati, inforcahiamo la bicicletta e, pedalando, partiamo alla visita della cattedrale di Santa Croce, dei quartieri storici e le Halles, non dimenticando di fare un giro nel bel mercato coperto. Poi procediamo fra paesaggi dove si alternano frutteti e banchi di sabbia. Siamo arrivati a Meung sur Loire, col suo imponente castello e i piccoli corsi d’acqua che le fanno da corona. Qui il nostro sguardo vagherà nel profumato roseto dei Giardini di Roquelin. Così arriviamo alla meta di questi primo itinerario, Beaugency, un borgo con le stradine medievali, la chiesa abbaziale e il torrione. Se non volete rientrare a dormire sul battello, a Beaugensy potete trovare uno dei tanti hotel con il marchio accueil vélo per  turisti in bicicletta.

Il secondo itinerario parte invece dalla città reale di Blois, sulla riva sud della Loira e arriva a Chaumont-sur-Loire, un percorso suggestivo di circa 21 chilometri. lasciato il battello, ci dirigiamo verso le colline di Candé-sur-Beuvron, la città dai cinque ponti e tre piccoli fiumi. Proseguendo lungo il corso del Beuvron e del Cosson fino alla Loira, attraversiamo una suggestiva foresta per arrivare al castello di Chaumont-sur-Loire, meta di artisti, da maggio ad ottobre, per il Festival internazionale dei Giardini,  dove potremo godere la bellezza del suo parco e delle opere d’arte.

Il terzo ed ultimo percorso da fare su due ruote parte dai quartieri antichi di Tours ed arriva ai famosi giardini del castello di Villandry. Iniziamo la pedalata e andiamo a scoprire Tours. Attraversando il quartiere Plumereau, tra le case a graticcio, si arriva a l’avenue de Grammont sulla strada pedonale di Bordeaux. Percorrendola in direzione sud, ci dirigiamo verso il fiume Cher e, dopo aver costeggiato il lago della Bergeronnerie e il vieux Cher, siamo sull’antico cammino di alzaia interamente risistemato fino al bel villaggio di Savonnières, e da lì proseguiamo per il castello di Villandry, famoso per i suoi lussureggianti e bellissimi giardini rinascimentali. Da qui possiamo finire il nostro viaggio navigando sulla Loira, che attraversa il giardino di Francia, una regione dove regna la dolcezza di vivere.

 

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Maremma Toscana Argentario, una gita a Porto Santo Stefano

L’Argentario,  è lo splendido promontorio della Maremma ,circondato dal mare  con antichi borghi di pescatori che hanno poi fatto del turismo una risorsa principale. L’ Argentario attrae i turisti per l’unicità del suo paesaggio, del suo ambiente marino e del suo clima eccezionalmente mite. Ricco di spiagge selvagge ed incontaminate vanta anche litorali attrezzati e curati.

Porto Santo Stefano sorge nella parte nord del Monte Argentario. La sua storia è di certo precedente all’epoca romana, vista la sua collocazione centrale e favorevole. L’incremento della popolazione risale al XVIII secolo, quando arrivarono nuclei familiari dalla Liguria e da Napoli.

A Porto Santo Stefano, si trova una fortezza spagnola del XVI secolo. Venne edificata con scopi di difesa, infatti è a due terrazze di cui una è orientata verso il mare. Tutto il promontorio è costellato da torri di avvistamento come la torre di Lividonia o quella di quella di cala moresca.

A Porto Santo Stefano la spiaggia La Cantoniera è suddivisa in spiaggia libera ed attrezzata. L’arenile, costituito da ciottoli bianchi ha un mare pulito e calmo. All’interno di Porto Santo Stefano, un’altra splendida spiaggia è quella de Il Moletto. Anche questa è sia libera che attrezzata; è facilmente raggiungibile a piedi anche da persone con disabilità motorie.

La Cacciarella è una spiaggia che si trova fuori dal paese a cui si arriva a piedi percorrendo un tratturo sterrato. Questo è un posto adatto per gli appassionati di immersioni e per chi ama praticare snorkeling. Ad una profondità di quindici metri è adagiata la statua del Redentore. Inoltre i fondali sono ricchi di grotte come quella del Turco, il cui punto di ingresso è piuttosto nascosto. Da non perdere Cala del gesso, formata da piccoli ciottoli e bagnata da acque limpide e pulite. A fare da sfondo un’antica torre spagnola e l’isola  di Argentarola.

La spiaggia del Mar morto deve il suo nome al fatto che gli scogli creano delle piscine nelle quali non si avvertono le onde. La località è incontaminata e la spiaggia è libera e senza punti di ristoro. Il mare, i suoi fondali e la bellezza del luogo meritano certamente una visita.

Secondo un noto fotografo matrimoni Toscana, Nello di Cesare, è questa una delle migliori idee per un esclusivo percorso non solo per festeggiare l’evento ma anche e sopratutto per un viaggio di nozze.

 

 

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Silvi Marina e Pineto due perle di Abruzzo

Silvi Marina si trova in Abruzzo e vanta bellezze naturali e storiche.
Silvi Marina , anche quest’anno è stata insignita della bandiera blu che indica la presenza di spiagge e mare puliti e di ottimi servizi.

L’antico nome di Silvi Marina era Silva, che deriva dalla lussureggiante vegetazione che ricopriva il territorio. La città è stata per quasi quattro secoli feudo degli Acquaviva. A partire dal XIX secolo, Silvi Marina si trasforma in un luogo di villeggiatura e assume il nome di Silvi marina.

Le sue spiagge sono molto ordinate ed organizzate ma esistono anche tratti di costa dove l’intervento dell’uomo è meno evidente. E’ il caso della spiaggia di Torre di Cerrano, denominata così per la presenza dell’antica torre di Cerrano. Si tratta di un’antica costruzione risalente al 1500, che oggi è la sede del laboratorio di biologia marina.

A Silvi Marina è stata attrezzata anche una spiaggia per i cani una riservata “bau beach”; è un tratto di costa lungo circa quaranta metri dedicata ai nostri amici a quattro zampe. L’arenile è sempre aperto, è gratuito e i cani sono liberi di correre e giocare senza guinzaglio. I proprietari hanno comunque l’obbligo di controllarli e raccogliere le deiezioni.

Molto suggestivo il paese di Silvi alta, che offre un paesaggio meraviglioso grazie alla sua posizione. Il borgo è posizionato su una collina dalla quale si ammira sia il mare che le montagne dell’Abruzzo.
A Silvi alta si può visitare la Chiesa di San Salvatore, la cui origine si fa risalire all’epoca longobarda. Al suo interno è conservato un affresco particolarmente pregiato che quello di Santa regina.

Dopo la visita a Silvi Marina, l’altra delle sette perle dell’Abruzzo è Pineto. Il suo nome deriva dal rimboschimento a pini, effettuato per volontà dei Filiani.

Pineto ha spiagge rinomate, nelle quali si respira il profumo dei pini che svettano a bordi della spiaggia e della salsedine. Le pinete descritte da Gabriele D’annunzio, si trovano proprio  in questo centro balneare.

La cura del litorale, la pulizia delle sue spiagge bianchissime sono riconosciute, infatti la località è stata più volte insignita della Bandiera blu.
Questo tratto di costa è tutelato dal’area marina protetta Torre del Cerrano che si estende per sei chilometri comprendendo anche le coste di Silvi marina.

Nei pressi della torre del Cerrano è stato individuato un sito archeologico molto importante , perché conserva il porto della città di Hadria, l’attuale città di Atri.
Proprio da questa antica civiltà deriva il nome di Adriatico.

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Perchè fermarsi a Sessa Aurunca Archeologia natura e ottima cucina campana

Sessa Aurunca, in provincia di Caserta, sorge tra un’ampia zona collinare e la fertilissima “Piana del Garigliano”. Il suo nome si presume  possa derivare dalla sua felice posizione . La particolare dislocazione  e le 26 frazioni rende  importante tutto il territorio comunale per una produzione agricola altamente differenziata e particolarmente apprezzata soprattutto per quanto riguarda olio e vini noti già nell’epoca.

Da queste terre, fino alle pendici del Massico – da vari anni zona riconosciuta di produzione d.o.c. – proviene quel vino Falerno tanto decantato nella antichità da essere ritenuto un dono del Dio Dioniso alle ospitali genti del luogo. Ben noto a Plinio Orazio, Marziale e Petronio per le sue doti terapeutiche e per il suo gusto asciutto e forte, il Falerno è ancora oggi oggetto di una qualificata richiesta anche dall’estero. Altrettanto pregevole è l’olio.

Le origini di Sessa Aurunca sono antichissime, come testimoniano nel suo  territorio i molti reperti archeologici. Città fondata dagli Aurunci, popoli dell’attuale Campania,diventa proprietà di Roma nel IV secolo,  ed, in età imperiale, il centro urbano arriva ad occupare una vasta area, contando numerosi monumenti.

Il monumento superstite dell’area meglio conservato é certamente il Criptoportico, posto nei pressi del Foro su una terrazza sul lato occidentale dell’abitato, nell’area del convento di S.Giovanni. Posto sotto la terrazza del Criptoportico e al di fuori della cinta muraria é il teatro. La costruzione dell’edificio é stata attribuita al II secolo a.C. 

Di notevole bellezza sono i pavimenti in maioliche della chiesa barocca di Ferdinando Sanfelice, una chiesa facente parte di S. Agostino, il più grande complesso conventuale costruito nel borgo inferiore. Nel borgo superiore c’è la costruzione architettonica artistica del Duomo, un edificio di elevata importanza, costruito in stile romanico. La costruzione ha un portico a tre navate edificato nel corso del 300 con dei pilastri con accanto delle colonne molto antiche. Nella parte interna del Duomo troviamo numerose decorazioni risalenti al 1200 come un pavimento musivo, un pergamo, mosaici come il coevo e candelabri pasquali.

 Il Castello Ducale a pianta quadrata come le sue due torri, ricorda, con l’articolazione della cinta muraria difensiva, lo stile normanno – svevo, mentre nel cortile sono presenti delle bifore risalenti al 400, sicuramente costruite in stile catalano.

Fuori paese a circa 2 km è il ponte Ronaco o degli Aurunci, tra i più importanti ponti romani presenti in Campania per dimensioni e stato di conservazione. Allo stato attuale, ci sono fondamentalmente due vie per accedervi. La prima è a 4 km. circa scendendo dalla via Appia e seguendola verso destra per poi percorrere, dopo 3,5 km, una breve stradina. L’alternativa è a 2,5 km scendendo sempre dalla via Appia e, al bivio di Mondragone, prendendo una strada incassata, a destra. Realizzato in età traianea, nella prima metà del II secolo d.C., esso era parte integrante del collegamento viario tra Suessa, l’Appia e Sinuessa.

Menzioniamo ancora un piccolo centro abitato, situato proprio  alle pendici di un vulcano che ha smesso la sua attività da ormai molto tempo. Presso dei castagneti del parco regionale della Roccamonfina e Foce Garigliano, l’abitato è fonte di interesse turistico per la tranquillità del paesaggio e per la buona cucina locale.

Non solo arte a Sessa Aurunca ma la città vi  stupirà per la varietà di piatti tipici locali tra cui spicca il pesce sempre fresco proveniente dal vicino Golfo di Gaeta, e cucinato in versioni sempre diverse. E ancora ravioli ripieni di zucca, le  uova locali davvero eccezionale e non può mancare la mozzarella di bufala campana DOP .

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Alghero la città catalana di Sardegna

Alghero sorge in un’incantevole posizione sopra un breve promontorio a dominio dello splendido Golfo del Corallo.

 Alghero conserva il suo nucleo antico, con pittoresche viuzze e mura e bastioni che raccontano la sua lunga storia. Antichi palazzi spagnoli che si affacciano su verdi piazze, la cattedrale in stile gotico-aragonese, le chiese barocche, il lungomare e una miriade di negozietti caratteristici di artigianato dove potrete trovare souvenir preziosi, di corallo e filigrana, o semplici conchiglie di mare. A seconda dei gusti, Alghero può offrire una serata rilassante, per chi ha bisogno di tranquillità e allo stesso tempo eccitante, per chi vuole divertirsi e seguire i ritmi frenetici della vita notturna ballando fino a tarda notte.

E’ dall’imbrunire che Alghero assume quella atmosfera particolare annunciata dal meraviglioso tramonto sul golfo. Il paesaggio notturno, ricco di luci soffuse, fa da cornice al centro storico, che, come in un unico locale all’aperto, ospita gli innumerevoli turisti mentre consumano i loro aperitivi lungo i bastioni con il riflesso della luna e la brezza del mare.

Si può continuare la serata scegliendo tra i ristoranti all’aperto per poi proseguire con un giro dei locali in attesa della mezzanotte. La tradizione culinaria di Alghero ha conservato nei secoli i sapori e le abitudini della più antica e semplice cucina mediterranea. Piatti colorati, vivacizzati dalle tonalità dei frutti e delle verdure di stagione, dove alla genuinità e semplicità delle antiche ricette proprie della Sardegna, si alternano variazioni  che uniscono la tradizione marinara con quella agropastorale

Da non trascurare ed interessantissima la gita per mare, in battello, alla grotta di Nettuno. All’interno della grotta, scavata in milioni di anni dall’acqua dolce, si trova il laghetto La Marmora: colonne colossali di stalattiti e stalagmiti emergono e creano uno scenario fantastico e di estrema suggestionalità. Si giunge poi ad una piccola spiaggia dove un tempo vivevano le foche monache.

A voi viaggiatori intelligenti e curiosi, che non volete limitarvi ad ammirare e godere la stupefacente bellezza del mare e delle terre sarde, ma desiderate conoscere l’anima della Sardegna si può certamente consigliare di assistere a qualcuna delle numerosissime feste popolari che affondano le radici nel movimentato passato dell’Isola, oppure passeggiare tra le bancarelle dei mercati rionali e ancora andare per fiere, alla ricerca dei prodotti tipici. Le molte manifestazioni estive sono occasioni speciali che consentono, a chi non può dedicare molto tempo a visitare i luoghi più interessanti della Sardegna, di osservare più da vicino quanto sia forte e vivo l’attacamento sardo alle tradizioni.


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