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Sardegna Visita al Parco del Gennargentu e Golfo di Orosei

Visita al Parco Nazionale del Gennargentu e Golfo di Orosei Una visita al Parco Nazionale del Gennargentu e Golfo di Orosei  è un’occasione da non perdere per il turista che vuole scoprire un’altra Sardegna, che conserva gelosamente le sue tradizioni e la sua storia.

Il Parco Nazionale del Golfo di Orosei e Gennargentu, nella provincia di Nuoro, è parco terrestre e marino considerato da molti il più bello e il più selvaggio dei parchi nazionali dei parchi nazionali italiani. Esso comprende il più importante sistema montuoso della Sardegna con i versanti che discendono fino ai litorali della costa orientale dell’Isola. Oltre al Gennargentu, che con la Punta Lamarmora raggiunge la vetta più alta della Sardegna e il selvaggio Supramonte, è un estensione ricca di acque sotterranee e caratterizzata da un paesaggio tormentato e fantastico. Tra i siti più belli di questo stupendo parco va menzionato il Supramonte di Oliena e la valle di Lanaittu; il Supramonte di Orgosolo; la sorgente carsica di Su Gologone. E ancora il canyon di Su Gorropu, con pareti alte sino a 450 m; la dolina di Su Suercone, una stazione di tassi secolari, cavità e voragini; le grotte Su Bentu e Sa Oche, il golfo di Orosei, che dal Supramonte si estende a Cala Gonone a Santa Maria Navarrese  in un mare limpido di smeraldo.

L’ampia zona del Parco è decisamente selvaggia e affascinante, poiché presenta scenari taglienti, aspri e inconfondibilmente segnati dall’azione incessante del tempo, dell’acqua e delle condizioni atmosferiche.
Non mancano i pascoli, i boschi e la vegetazione fluviale, che accompagna il percorso di stupendi torrenti. Questa è la terra del muflone, del cervo e del daino, con  specie rare di volatili come, l’aquila reale e il falco pellegrino, ma anche animali caratteristici di questa zona, come la pecora selvatica dalla forti corna a spirale.

Numerosi sono i percorsi suggestivi all’interno del perimetro del Parco sia sotto il profilo paesaggistico, ambientale e storico-archeologico.
Durante queste gite non manca, inoltre, la possibilità di fare una pausa in un particolarissimo punto di ristoro tipico della zona: il pinnettu , tradizionale rifugio dei pastori, fatto di legno e fronde. Formaggio fresco e stagionato, pane carasau, salumi locali e un bicchiere del  robusto Cannonau, sono le specialità che si gustano in questi luoghi.

 

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Weekend di Settembre per la città di Gubbio

Weekend di Settembre per la città di GubbioGubbio è un’incantevole cittadina umbra, in provincia di Perugia, che sorge nei pressi del Monte Ingino ed offre scorci di indimenticabile bellezza.

La città di Gubbio è nota come la città dei “matti” e, cosa assai particolare, esiste anche una fontana, quella del Bergello, presso la quale è possibile ottenere la patente che dà diritto di fregiarsi di questo titolo. Se si compiono tre giri di corsa presso questa antica fontana risalente al 1500 e si viene bagnati dalla sua acqua per mano di un locale, si ottiene la patente.

Gubbio è ricca di storia e di monumenti. Il suo nome è particolarmente noto per la suggestiva “Corsa dei ceri”, che si tiene il 15 Maggio e durante la quale viene suonata il “campanone” che si trova presso la torre campanaria di Palazzo dei consoli. A palazzo dei consoli sono custodite le sette tavole eugubine; si tratta di grandi lastre di bronzo relative alle norme civili e religiose degli ikuvini.

Il Duomo, noto anche come Basilica dei Santi Mariano e Giacomo, è impreziosito da antico affreschi risalenti al XVI secolo e dalla statua lignea di cristo; da visitare anche il museo diocesano che ha sede presso il palazzo dei Canonici, risalente al 1100. Il museo Diocesano conserva numerosi reperti relativi alla storia di Gubbio e della sua diocesi; in particolare si possono ammirare manufatti in vari materiali, sculture e pitture di varie epoche. Fra gli oggetti custoditi anche la “botte dei canonici”, una botte utilizzata per la vinificazione e risalente al XV secolo.

Per ammirare una costruzione di epoca medioevale, non si può rinunciare alla visita della casa di Sant’Ubaldo; si tratta di una costruzione a due piani caratterizzata da una torre in pietra che, secondo la tradizione, è appartenuta a Sant’Ubaldo patrono di Gubbio.

Una bellissima passeggiata nel verde si può svolgere presso il parco Rangiaschi, dove si può camminare immersi nel silenzio.

Fra le numerose testimonianze architettoniche dell’importante passato di Gubbio, vi è Palazzo Beni edificato nel 1300 e Palazzo dei Conti Gabrielli; nei pressi di Palazzo Beni, si trova la Chiesa di San Domenico anch’essa risalente al 1300. Al suo interno si possono ammirare preziosi affreschi, recentemente scoperti, opera di artisti del luogo.

Da visitare anche Santa Maria Nuova e il dipinto della Madonna del Belvedere, la Chiesa di San Pietro di origine gotica e quella di sant’Agostino eretta nel 1200.

 

 

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Ferragosto speciale Weekend all’Abazia di San Fruttuoso

Abazia di San FruttuosoLa baia di S. Fruttuoso di Capodimonte è un Ferragosto all’insegna del relax e delle meraviglie della Liguria. Una giornata di mare e arte e tanto movimento.

Se state pensando al weekend di Ferragosto speciale, organizzate qualche giorno al piccolo borgo di San Fruttuoso , situato al centro dell’Area Marina Protetta del Parco Naturale Regionale di Portofino.

Tra le sue rocce, sentieri scavati dall’uomo permettono ai visitatori di assaporare l’atmosfera magica della baia, in piena armonia con la natura. La splendida baia di S.Fruttuoso di Capodimonte ospita una magica abbazia risalente all’anno mille, oggi di proprietà dei FAI, intorno alla quale si sviluppano una spiaggetta, una chiesa, la Torre dei Doria e poche casette di pescatori che si specchiano nel blu smeraldo del mare, su un fondo verde scuro di pini.

L’abbazia di San Fruttuoso non è raggiungibile da alcuna arteria stradale, ma vi si può accedere soltanto via mare o percorrendo uno scosceso sentiero che scende dal soprastante monte di Portofino che domina il Golfo Paradiso. Vicino all’abbazia si trova una spiaggia balneabile.
Dell’abazia di San Fruttuoso, oggi sono visitabili il complesso monastico del X-XI secolo con il chiostro, la sala capitolare, la chiesa; e le tombe dei Doria e il corpo a mare gotico del XIII secolo.
Gran parte dell’attuale abbazia e stata edificata intorno al X-XI secolo, in stile romanico, mentre la parte verso mare, fu realizzato nel XIII secolo, in stile gotico grazie alle donazioni della famiglia Doria.
Il chiostro, costruito nel XII secolo, è stato quasi del tutto ricostruito nel Cinquecento per volontà dell’ammiraglio Andrea Doria. Dal chiostro si accede alle tombe dei Doria, in marmo bianco e pietra grigia, disposte a schiera sui tre lati del locale.
All’interno dell’ abbazia del XIII secolo,dove il restauro condotto dal FAI ha rivelato le strutture romaniche più antiche, è stato allestito il Museo, che raccoglie documenti della storia dell’abbazia e della vita dei monaci.
Lungo la strada che collega l’abbazia al borgo risalente al XVI secolo, si arriva alla torre di Andrea Doria, eretta nel 1562 dai suoi eredi, Giovanni Andrea e Pagano. Sulle due facciate rivolte al mare si può vedere lo stemma della Famiglia Doria, l’aquila imperiale.

Non solo natura, il Ferragosto ha anche un volto musicale e lo si vive nell’antico chiostro dell’ Abbazia di San Fruttuoso, a Camogli, in compagnia della ventunesima edizione della rassegna “Concerti all’Abbazia”, una rassegna organizzata dal Fai in collaborazione con l’Associazione Culturale Echi di Liguria. L’appuntamento per il 15 d’agosto è con Vincenzo Zitello, compositore, concertista e pioniere dell’arpa celtica in Italia, pronto a tenere

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Verona la bella La città sull’Adige dal fascino antico

Verona la bella La città sull'Adige dal fascino anticoVerona la bella, Verona dal fascino antico, la città di valori e forme legati al mondo medioevale e rinascimentale. Verona palcoscenico della tragica storia d’amore di Romeo e Giulietta di Shakespeare.

Verona, una delle più antiche e più belle città italiane, adagiata sulle sponde dell’Adige, tra le Prealpi venete, poco lontana dal lago si trova al centro delle maggiori vie di comunicazione, nazionali e internazionali. Il centro storico, attraversato dal fiume Adige nel suo lento scorrere, si presenta come una suggestiva rete di ponti. Qui l’atmosfera dei vicoli e delle piazze, i sapori, i gusti di una cucina territoriale inimitabile che si perpetua nel tempo immutata e tradizionale e che rende indissolubile il legame con i vini veronesi, famosi e apprezzati in tutto il mondo.

La città più importante per la presenza di resti romani così ben conservati, ci offre una suggestiva passeggiata lungo l’incantevole Piazza Bra . Percorrendo il Liston, si giunge in via Mazzini, la più frequentata ed elegante via di Verona. Via Mazzini si apre a sinistra con Piazza delle Erbe e a destra con via Cappello, ove possiamo raggiungere la famosa Casa di Giulietta, una delle mete obbligate anche per chi visita la bella Verona. Il portico di ingresso ci conduce nell’affascinante cortile, ove si affaccia il balcone . La sua visita come quella degli  interni della casa, è un’esperienza unica.Verona la bella La città sull'Adige dal fascino antico

Ma il simbolo di Verona, non meno importante del celebre balcone, è l’Arena. L’anfiteatro romano costruito, nel primo secolo d.c., è situato proprio al centro della città nella Piazza Brà. L’Arena di Verona è a testimonianza dell’importanza di verona ai tempi dell’impero romano. In duemila anni di storia è sempre stata la sede di spettacoli ed intrattenimenti di diverso tipo. Ai giorni nostri è universalmente conosciuta per le importanti manifestazioni che vi si tengono, in particolare il Festival Lirico Areniano.

Da Piazza delle Erbe che rappresenta il centro economico e politico della città, ma soprattutto un vivace mercato di frutta e verdura, è possibile accedere, attraversando l‘Arco della Costa, alla piazza dei Signori da cui si può ammirare la Loggia del Consiglio e il Palazzo degli Scaligeri e raggiungere le Arche Scaligere, il complesso dei sepolcri in stile gotico dei Signori di Verona.

Non lontano si trova Via Sottoriva, una delle strade più caratteristiche della città, al termine della quale è possibile ammirare l’abside della chiesa di Santa Anastasia, splendido esempio di gotico italiano che annovera al proprio interno il celebre affresco “S.Giorgio e la Principessa” di Pisanello.

Ma Verona è anche una visita splendida basilica di S. Zeno, con al centro della facciata in tufo il grande rosone detto Ruota della Fortuna e il prezioso portale decorato da formelle di bronzo. All’interno, oltre alla cripta, è possibile ammirare un vero e proprio capolavoro della pittura rinascimentale, la “Pala di Andrea Mantegna”, raffigurante la Madonna con Bambino e santi.

 Molte sono le specialità veronesi:  i piatti tipici sono la zuppa scaligera, gli gnocchi al burro , con pomodoro e con la “pastizada de caval” (salsa con spezzatino di carne di cavallo);e poi i dolci: il pandoro, i “natalini” e la “bressadella “ pasquale. Da non dimenticare i vini DOC veronesi, per citar ne alcuniBardolino, Bardolino Chiaretto, Bardolino Classico,Valpolicella Amarone.

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Sardegna “Il selvaggio blu” Un trekking di enorme fascino

Sardegna "Il selvaggio blu" Un trekking di enorme fascino Nella Sardegna orientale, tra Santa Maria Navarrese a Cala Gonone, c’è “Il selvaggio blu” ,quel percorso che è stato definito “Il trekking più difficile d’Italia”.

Il selvaggio blu con i suoi brevi tratti di arrampicata, le calate in corda doppia, la costante assenza di acqua, è un percorso eccezionalmente diverso, rispetto ad altri itinerari della Penisola. Un itinerario di trekking-alpinismo che si snoda lungo le magnifiche falesie e mulattiere del Golfo di Orosei , sotto Olbia.

Sospeso tra il più bel mare del bacino Mediterraneo ed alte pareti rocciose, offre un insieme di paesaggi e situazioni introvabili in altri luoghi. Si attraversano paesaggi sorprendenti: archi di roccia, grotte carsiche circondate da ginepri e lecci, scogliere a picco sul mare dalle mille sfumature di blu e saliscendi rocciosi, punteggiati dalla macchia mediterranea che regalano scorci quasi surreali.

L’itinerario il selvaggio blu richiede un notevole impegno: un buon allenamento fisico, buone capacità di orientamento e conoscenza delle carte topografiche , capacità di adattamento ed esperienza . L’itinerario è in buona parte segnato anche attraverso i segni blu che compaiono a tratti lungo il percorso.
Con gli anni l’itinerario è diventato sempre più frequentato, soprattutto in primavera e autunno che sono le stagioni migliori, e si è arricchito e aggiornato con l’inserimento di alcune aggiunte e varianti al percorso originale. Un’affascinante avventura e di intense emozioni, in sei tappe, tra montagne, secolari boschi di leccio, mastodontici archi, mare, vecchi ovili e panorami mozzafiato lungo antichi sentieri di carbonai e pastori.

Si parte da Santa Maria Navarrese e ci si incammina verso nord in direzione di Perda Longa tra faraglioni di pietra e scogliere aguzze. Poi via verso il Supramonte, con le sue grotte calcaree e le cavità naturali. Intorno sparsi nella vegetazione, nuraghi, tombe, voragini carsiche. Tra ginepri e rosmarini percorrendo mulattiere e sentieri si arriva a Serra Goloritzè . Da qui giù, verso il mare e spiagge che sanno di irreale. E’ Cala Mariolu .Poi nuovamente verso le cime rocciose, il bosco e le cavità carsiche. Verso il mare si fiancheggia la costa della celebre grotta del Bue Marino e poi si rientra verso Cuile Moncosu. Ultima tappa è Cala Sisine, una spiaggia bianca e il mare blu, profondo che si raggiunge dopo un ampio vallone con il suo arco naturale. Qui, scavalcata una cresta, si entra tra gli oleandri nella bella e famosa Cala Luna.

 

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Emilia Romagna

Cesenatico, mare, sole cultura

Cesenatico Mare, sole culturaCesenatico è una splendida città, composta da numerose frazioni come Valverde, che sorge sulla Riviera Romagnola. Cesenatico è la meta ideale per tutti coloro che desiderano godere di spiagge pulite ed attrezzate, eventi e panorami mozzafiato.

Il litorale di Cesenatico, lungo ben sette chilometri, è reso speciale dalla presenza di un’estesa e curata pineta, dove si può passeggiare, riposarsi e respirare aria buona. Il porto cittadino, risale all’epoca medioevale ma è stato risistemato, per volontà di cesare Borgia, da Leonardo Da Vinci. La copia del suo progetto, si può ammirare presso la biblioteca comunale di Cesenatico. Nella zona del Porto canale, si può anche ammirare il monumento dedicato a Giuseppe Garibaldi, inaugurato ne 1884.

Sin dall’antichità, la vita cittadina è ruotata attorno alla pesca e questa antica tradizione è testimoniata dalle “conserve”, ossia grandi ghiacciaie dove veniva sistemato il pesce ricoperto di ghiaccio in modo che si potesse conservare a lungo. Alcune di queste sono state recuperate ed ora sono visitabili. Particolarmente originale è il museo della marineria, che possiede una sezione galleggiante presso il porto. Qui, si possono ammirare antiche imbarcazioni tipiche dell’Adriatico invece, nella sezione a terra, sono custodite imbarcazioni e utensili antichi che aiutano a conoscere meglio le attività legate al mare di questa località. L’Antiquarium, che si trova presso la biblioteca comunale, custodisce oggetti risalenti al periodo romano; fra i reperti anche due importanti statue di Icaro e Dedalo.

Cesenatico ha dato i natali allo scrittore Marino Moretti del quale è possibile visitare la sua abitazione, oggi diventata museo e sede del centro studi sulla letteratura del Novecento. Casa Moretti, che si trova sul Lungo porto, custodisce la biblioteca e le opere del poeta. Al centro storico, è visitabile il teatro comunale, edificato nel 1863 ma quasi distrutto durante la seconda guerra mondiale; è tornato agli antichi splendori nel 1992 ed ogni anno propone una stagione teatrale piuttosto corposa ed interessante.

A Cesenatico, si trova il parco acquatico Atlantica caratterizzato da numerose piscine dotate di tutti i comfort. Fra i vari servizi offerti anche alcuni punti ristoro, aree verdi e zone dedicate alle attività sportive; Atlantica è uno dei parchi più affollati del territorio e richiama anche turisti stranieri. Al suo interno, si trova un’ampia ed attrezzata sala Bingo con 500 posti a sedere e dotata anche di una’aerea dedicata ai fumatori.

In ricordo del grande sportivo Marco Pantani, la città di Cesenatico ha aperto uno spazio multimediale che sorge nei pressi della stazione ferroviaria; in questo centro si può approfondire la conoscenza di Pantani, delle sue vittoria e della sua splendida carriera ciclistica. Tutti lunedì sera dalle ore 19.00 alle ore 24.00 si tiene il mercatino serale estivo, che viene inaugurato a Giugno.

 

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Meta di Primavera Il Cammino di Francesco nella Valle Santa di Rieti

Meta di Primavera Il Cammino di Francesco nella Valle Santa di RietiPrime gite di primavera. Ecco un itinerario naturalistico nella valle Santa di Rieti, per percorrere il Cammino di Francesco . Tanti sono i motivi che hanno condotto San Francesco a Rieti, tra questi certamente vi fu la bellezza della natura.

Una gita certamente fuori dal comune, che oltre che il corpo,cura anche lo spirito, un viaggio da Assisi sino a Roma passando per Rieti e la Valle Santa. Si parte dall’Eremo Francescano, da dove partì la missione francescana di pace per il mondo e poi in discesa e brevi salite, per ottanta chilometri su sentieri tra boschi e stupende visioni della vallata reatina, ci si incammina verso Cantalice Alto, fino alla Chiesa di San Felice. 

La Valle Santa di Rieti è una pianura, dalla forma quasi circolare, chiusa lungo tutto il perimetro da colline e monti, come il Terminillo. In questo anfiteatro naturale sono collocati i quattro Santuari francescani, idealmente disposti alle quattro estremità di una croce mistica.

Percorrendo il Cammino si passa per Rieti, protetta dalle sue imponenti mura medievali, e Cantalice, aggrappata a un ripido sperone. Proseguendo lungo la via di San Francesco ecco Poggio Bustone, e,sul lato opposto della Valle Santa entrerai Greccio, e Contigliano, con i suoi palazzi nobiliari e la grandiosa chiesa collegiata. Il Cammino devia poi verso il Monte Terminillo, dove è conservata la reliquia di San Francesco, e verso Posta, di antica fondazione angioina.


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Gita relax a Sirmione Tra storia e natura

SirmioneSe la vostra mini vacanza che state programmando  è nel segno del benessere, allora una tappa a Sirmione, sul Lago di Garda potrebbe essere la vostra meta.

Sirmione, la perla del lago di Garda, ha il suo centro storico sorge su una penisola che divide il basso Lago di Garda. Sirmione dista poi a pochi chilometri da paesi interessanti, come Desenzano e Salò. Assolutamente imperdibili nella bella Sirmione è il suo Castello, impossibile non notarlo quando si entra  in paese.

Se avete tempo è consigliabile vedere anche: la chiesa di S.Pietro nella parte alta della penisola e le chiesa parrocchiale di S.Maria Maggiore, nel cuore del paese.

Interessanti sono anche le passeggiate a lago: la passeggiata “delle Muse”  e il “lido delle bionde”. Ma Sirmione le Grotte di Catullo. Meta decisamente gettonata, e ne vale la pena. Con il termine “Grotte di Catullo” si identifica una villa romana edificata tra la fine del I secolo a.C. e il I secolo d.C. . Il complesso archeologico, studiato dall’inizio dell’Ottocento e riportato alla luce in più fasi, è oggi la testimonianza più importante del periodo romano nel territorio di Sirmione ed è l’esempio più grandioso di villa romana presente nell’Italia settentrionale.

Sirmione come dicevamo è anche e soprattutto le sue terme. L’acqua di Terme di Sirmione, sulfurea salsobromoiodica, è ricca di zolfo, cloruro di sodio, iodio, bromo e degli oligoelementi, magnesio, selenio e zinco. L’azione sinergica di questi elementi le conferisce importanti funzioni terapeutiche e la rende un prezioso alleato della pelle. 


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Orune Un paese di Barbagia

Orune, si trova nella provincia di Nuoro ad un’altitudine di circa 800 metri.
In paese, particolarmente suggestiva la Chiesa di Santa Maria maggiore e Casa Murgia, un edifico risalente agli inizi del 1900.

Il suo territorio, particolarmente suggestivo, è stato abitato sin dalle epoche più antiche. I menhir, sas predas ‘ittas e i dolmen sono piuttosto numerosi. Nelle sue campagne, si possono visitare anche pozzi come quello di Lorana, il pozzo di su tempiesu e la fonte di su lidone. Molto noto, è il tempio a pozzo di su tempiesu, composto da quattro gradini e una camera a tholos. Molti anche i nuraghi, come quello di su pradu, che si trova vicino al bosco di Cuccumache, il nuraghe di serra de mesu e quello di Nunnale.

Tra i prodotti enogastronomici più pregiati la pasta preparata artigianalmente come : i “Maccarrones de unu poddiche” e il pane e i formaggi; molto apprezzati anche i dolci come sas seadas e s’aranzada.
Ad Orune si lavora il sughero, si preparano gli abiti tradizionali in velluto e quelli in costume; inoltre, questo paese è noto per la tessitura e per gli splendidi tappeti.

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Mamoiada Un centro di Barbagia

Quasi simbolo dell’intera Sardegna è il bel centro della Barbagia: Mamoiada.

Mamoiada è un paese della provincia di Nuoro, che sorge a circa 650 metri sul livello del mare nel cuore della Barbagia di Ollolai; la presenza dell’uomo in queste zone è piuttosto antica ed è testimoniata dai ritrovamenti archeologici. Tutto il territorio del paese, è caratterizzato da nuraghi, come quello di Monte Juradu, e da domus de janas, dette ‘oncheddas e ricavate scavando le rocce granitiche. Molto particolare Sa perda pintà, chiamata anche Menhir di Boeli, un menhir in granito che riporta delle particolari incisioni concentriche.

La natura è ricca di vegetazione, spuntoni rocciose, pascoli fertili, vigneti e sorgenti. Molte specie protette di animali e selvaggina abitano questi luoghi ameni. La natura è di uno splendore eccezionale e icolori in tutte le stagioni sono veramente ammirevoli.

A Mamoiada, si festeggia in modo particolare la festa si Sant’Antonio abate, chiamato Sant’Antoni ‘e su ohu cioè Sant’Antonio del fuoco. I festeggiamenti, cadono il 17 Gennaio e si caratterizzano per i giganteschi falò che illuminano la notte; attorno a questi fuochi si sorseggia il vino e si assaggiano i dolci tipici del posto. Il paese è conosciuto anche al di fuori del territorio nazionale, per il suo antichissimo e suggestivo carnevale.

Le maschere, chiamate Mamuthones e Issohadores hanno un’origine antichissima. La prima uscita dell’anno, avviene il giorno della festa di Sant’Antonio del fuoco e dà l’avvio al tipico carnevale, un carnevale arcaico e a volte spaventoso che rappresenta il rapporto tra uomo e natura. Il misterioso carnevale mamoiadino  è fra le più antiche manifestazioni popolari della Sardegna.

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