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Sardegna “Il selvaggio blu” Un trekking di enorme fascino

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Consigli Sardegna
Sardegna "Il selvaggio blu" Un trekking di enorme fascino

Sardegna "Il selvaggio blu" Un trekking di enorme fascino Nella Sardegna orientale, tra Santa Maria Navarrese a Cala Gonone, c’è “Il selvaggio blu” ,quel percorso che è stato definito “Il trekking più difficile d’Italia”.

Il selvaggio blu con i suoi brevi tratti di arrampicata, le calate in corda doppia, la costante assenza di acqua, è un percorso eccezionalmente diverso, rispetto ad altri itinerari della Penisola. Un itinerario di trekking-alpinismo che si snoda lungo le magnifiche falesie e mulattiere del Golfo di Orosei , sotto Olbia.

Sospeso tra il più bel mare del bacino Mediterraneo ed alte pareti rocciose, offre un insieme di paesaggi e situazioni introvabili in altri luoghi. Si attraversano paesaggi sorprendenti: archi di roccia, grotte carsiche circondate da ginepri e lecci, scogliere a picco sul mare dalle mille sfumature di blu e saliscendi rocciosi, punteggiati dalla macchia mediterranea che regalano scorci quasi surreali.

L’itinerario il selvaggio blu richiede un notevole impegno: un buon allenamento fisico, buone capacità di orientamento e conoscenza delle carte topografiche , capacità di adattamento ed esperienza . L’itinerario è in buona parte segnato anche attraverso i segni blu che compaiono a tratti lungo il percorso.
Con gli anni l’itinerario è diventato sempre più frequentato, soprattutto in primavera e autunno che sono le stagioni migliori, e si è arricchito e aggiornato con l’inserimento di alcune aggiunte e varianti al percorso originale. Un’affascinante avventura e di intense emozioni, in sei tappe, tra montagne, secolari boschi di leccio, mastodontici archi, mare, vecchi ovili e panorami mozzafiato lungo antichi sentieri di carbonai e pastori.

Si parte da Santa Maria Navarrese e ci si incammina verso nord in direzione di Perda Longa tra faraglioni di pietra e scogliere aguzze. Poi via verso il Supramonte, con le sue grotte calcaree e le cavità naturali. Intorno sparsi nella vegetazione, nuraghi, tombe, voragini carsiche. Tra ginepri e rosmarini percorrendo mulattiere e sentieri si arriva a Serra Goloritzè . Da qui giù, verso il mare e spiagge che sanno di irreale. E’ Cala Mariolu .Poi nuovamente verso le cime rocciose, il bosco e le cavità carsiche. Verso il mare si fiancheggia la costa della celebre grotta del Bue Marino e poi si rientra verso Cuile Moncosu. Ultima tappa è Cala Sisine, una spiaggia bianca e il mare blu, profondo che si raggiunge dopo un ampio vallone con il suo arco naturale. Qui, scavalcata una cresta, si entra tra gli oleandri nella bella e famosa Cala Luna.

 

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