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Oman: 3 motivi che hanno reso il paese uno dei più visitati al mondo

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Arabia

L’Oman è diventata una delle mete turistiche preferite dall’Italia e dai turisti di tutto il mondo. I dati del primo trimestre del 2018 vedono un aumento di flusso da parte dei viaggiatori italiani del +131,2% rispetto allo stesso periodo di rilevazione dell’anno precedente. L’Italia è il terzo mercato europeo per il turismo omanita, preceduto da Germania e Regno Unito. Un nuovo trend mondiale che, se allargato il dato a livello internazionale, vede il turismo del paese salire del +41,2% (sempre in riferimento al solo periodo gennaio-marzo), più di mezzo milione di turisti provenienti da tutto il globo si sono recati in Oman nei soli primi tre mesi dell’anno.

    1. Voli per l’Oman, aumentano le rotte verso Muscat

La sicurezza ha giocato un ruolo fondamentale, come abbiamo già detto, ma il governo ha saputo cavalcare questa buona onda sfruttando il momento per costruire un nuovo aeroporto nella capitale Muscat, che in italiano chiamiamo Mascate). Parliamo di una struttura avveniristica da 335mila metri quadrati: 6mila dedicati all’area duty-free; 5 livelli di parcheggio per 2.300 posti auto; due gate principali conformi ad accogliere aeromobili pesanti; 40 finger per il collegamento tra velivoli e aerostazione più 29 lounge (aree comfort per i passeggeri). Antistante ci sarà anche un hotel 4 stelle da 90 camere, ristoranti e piscine.

Tutti questi numeri per dire che l’ambizione omanita spinge forte e punta tanto sull’estero, il nuovo aeroporto è stato a posta costruito per divenire uno dei 20 migliori scali del mondo entro il 2020. I primi passi per questo traguardo sono già stati compiuti: nuove tratte Roma e Abu Dhabi, in connessione con Muscat, sono state create da Etihad Airways; sarà inaugurata la nuova tratta Catania-Dubai con voli in coincidenza per Muscat e Salalah. Non solo, la Oman Air, compagnia di bandiera del sultanato, è la migliore compagnia mediorientale secondo le assegnazioni degli ultimi World Travel Awards.

Vale la pena di ricordare che anche la burocrazia diventa più snella grazie a questi processi: da marzo 2018 la procedura per il visto sarà da effettuare completamente online come predisposto dalla Royal Oman Police. Il prezzo per un soggiorno inferiore ai 10 giorni resta sempre intorno agli 11 euro, ovvero 5 Rial (valuta locale).

    1. Eventi, alberghi, ristoranti: in Oman c’è sempre da fare

Considerate le bellezze naturalistiche senza eguali di tutta la magica penisola araba, culminanti nel caldo abbraccio dei deserti omaniti che giungono fino alle sponde dei mari turchesi del mar Arabico, è sin da inizio millennio che i tour operator per l’Oman mettono a punto programmi di viaggio (qui per una ricca serie di esempi) puntando soprattutto sulla bellezza del paesaggio.

È ancora così, ma l’offerta s’è fatta estremamente variegata e arricchita dagli ingenti finanziamenti stanziati da governo e privati. La recente costruzione della promenade “The Walk” a Muscat nei pressi di Al Mouj Marina, nuovo simbolo della città, solo un esempio di una città che si allarga strategicamente e mette in cantiere 5 nuovi hotel strategicamente vicini a la Grand Mosque, la Royal Opera House e il souq.

Vicino al nuovo aeroporto ha aperto l’Hormuz Grand Muscat che insieme ai già presenti Park Inn e Radisson Blu diverrò il polo per i viaggi d’affari, con un’area di oltre 1400 metri quadrati dedicati a soli meeting e congressi. Più turistico, ma sempre legato a filo doppio all’aeroporto, il Sundus Rotana che assieme al grande comfort dei suoi interni propone anche esperienze culinarie di livello. Tutti questi sono esempi di un lungo elenco destinato a espandersi di un paese che cresce insieme alla sua capitale e che, giustamente, i tour operator invitano a visitare presto prima che le grandi innovazioni possano cambiare l’Oman dalle grandi tradizioni millenarie.

    1. Oman, una meta senza pericolo

La prima e certamente più importante verità è che i paesi del Golfo Persico sono divenuti oasi di sicurezza. Certo, altrettanto attrattive sono le wadi, le oasi spuntate sui vecchi corsi pluviali del paese, ma la sicurezza interno al paese è il principale motore della sua economia turistica.

Nel 2017 il World Economic Forum ha pubblicato il suo annuale dossier “The Travel and Tourism Competitiveness Report” (qui disponibile in formato PDF) dedicato alla competitività dei paesi dediti al turismo, all’interno del quale troviamo numerose classifiche e parametri tramite i quali sono state ordinate le varie nazioni. Alla voce “Safety and Security”, la sicurezza, l’Oman è al quarto posto preceduto da Finlandia, Emirati Arabi (che confinano a nord-est con il paese) e l’Islanda.

Dalle esperienze di viaggio che possiamo trovare riassunte da vari travel blogger o semplici avventori non riscontrano che semplici casi di piccoli borseggi e truffe da mercato, o sarebbe meglio dire da souq (tipico mercato mediorientale). Insomma, per viaggiare sereni in Oman basta riservare ai propri averi quel minimo di cura necessaria in ogni metà turistica, pericoli come il terrorismo invece non vengono nemmeno citati. Piccola nota: l’Italia, nella classifica sopracitata, è settantesima.

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