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A Napoli nei luoghi di sfogliatelle e babà

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Campania

Chi di voi non ha mai voluto andare a Napoli si ricrederà in fretta dopo aver letto questo articolo, soprattutto chi ama i dolci. Ebbene sì, perché la cucina napoletana non si ferma alla pizza per antonomasia, ma va ben oltre, arrivando a toccare il cuore dei più golosi. Perciò, se ancora non siete stati a Napoli, vi consigliamo di iniziare a prenotare il vostro volo da moltissime città d’Italia, per esempio Torino, con tutte le connessioni che potete trovare sui comodi portali di comparazione come virail. L’obiettivo è quello di farvi venire l’acquolina in bocca, ma non temete, vi consiglieremo anche le migliori pasticcerie di tutta la città.

Il fascino di Napoli non sta solo nel mare, nei vicoli e nell’aria della città, ma anche nei profumi e nei gusti di cui i turisti, ma soprattutto i napoletani, godono passeggiando per le vie della città, dai luoghi più turistici a quelli più insoliti e nascosti, tanto che alcuni dolci hanno persino i loro proverbi.

La sfogliatella dell’Antico Forno

Napoli tre cose tene belle, ‘o Vesuvio, ‘o Mare ed è Sfugliatelle”

Prima dolce tappa passeggiando per le vie di Napoli non può che essere rappresentata dalla sfogliatella: tutt’Italia la conosce, tutt’Italia la ama. Le principali varianti nel capoluogo partenopeo sono due: la sfogliatella riccia e la sfogliatella frolla, preparate rispettivamente con pasta sfoglia e pasta frolla. L’antenato della sfogliatella come oggi la conosciamo è la Santarosa, creata per sbaglio da una suora dell’omonimo convento, ma fu l’oste Pasquale Pintauro a inventare l’odierna sfogliatella agli inizi dell’Ottocento. Ma dove si trovano le migliori sfogliatelle di Napoli? La risposta non può essere univoca, ma sembra esserci una certa unanimità nel dire che tra le più buone si piazzano sicuramente le sfogliatelle dei fratelli Attanasio, che dal 1930 sfornano squisite sfogliatelle nella pasticceria Antico Forno delle sfogliatelle calde. Dopo aver gustato questa prelibatezza, potete passeggiare verso la Cattedrale di Santa Maria Assunta, passando per la bellissima Basilica della Santissima Annunziata Maggiore.

Il babà di Scaturchio

E si ‘a vita amara se fa, si addolcisce cu nu babà”

Altra istituzione dell’arte pasticcera del capoluogo partenopeo è indubbiamente il babà, amato da nord a sud. Questo dolce a forma di fungo è preparato con un impasto con lievito di birra, successivamente inzuppato nel rum. Nonostante sia un dolce tipicamente napoletano, ha viaggiato per tutta Europa prima di arrivare in Campania; infatti, fu il re polacco Stanislao Leszczyński a sperimentare il primissimo babà inzuppando un dolce asciutto in vino e sciroppo. Dalla Polonia il babà fu importato in Francia dove acquisì la tipica forma a fungo, per poi finalmente giungere nel napoletano. Dove si trovino i migliori babà di Napoli rimane ancora un mistero: sicuramente degna di nota è la pasticceria Scaturchio, su Spaccanapoli, dove si trovano babà di ogni forma e dimensione, anche rappresentanti il Vesuvio. E una volta goduto di tutto il gusto del babà non può mancare una visita ai quartieri spagnoli che si trovano nelle vicinanze, una delle attrazioni più pittoresche dell’intera città.

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