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Ghost Tour le maschere genovesi “A Carnevale Ogni Spettro Vale”

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Consigli

ghost tour carnevaleA grande richiesta torna il Ghost Tour in una versione Carnevalesca “A Carnevale Ogni Spettro Vale”

Saranno infatti misteriose maschere genovesi nelle persone delle guide Turistiche abilitate e degli esperti specializzati in leggende, ad introdurre i partecipanti in un mondo speciale sospeso tra storia, leggenda e fantasia.

 

Le origini del Carnevale (dal latino “Carnem levare”, addio alla carne nel periodo di Quaresima) sono antichissime; pare che già i Babilonesi lo festeggiassero eleggendo un “re carnevale” che sovvertiva l’ordine naturale delle cose. Pur essendosi diffuso in Liguria già nell’antichità, a Genova il carnevale “nasce” tra XVI e XVII sec. su iniziativa dell’Accademia degli Addormentati e dei Magnifici della Repubblica. Nel periodo barocco non si perdeva infatti occasione per animare la città con trionfi, mascherate, giostre, tornei, sfilate e fuochi di gioia.

Delle tradizioni del Carnevale e delle leggende genovesi si parlerà nel nostro Magico Tour.


la visita sarà condotta dalla Guida Turistica Paola Pettinotti e da esperto specializzato in leggende Marco Alex Pepè

Quota di partecipazione euro12,00 I Bambini gratis (posti limitati)
La quota quale sottoscrizione al circolo per la realizzazione del grande Ghost Tour Animato , gratuito per tutti di Giugno 2014

Info e prenotazioni: fondazioneamon@live.it – 338.911.7161
sito internet: www.ghosttour.it
facebook: ghost tour italy
youtube: i misteri di genova

LE MASCHERE TRADIZIONALI DEL CARNEVALE A GENOVA
(Schede di Maria Elisabetta Zorzi)

O Marcheise

Maschera settecentesca genovese. Cappello a due o tre punte, parrucca bianca incipriata legata con un nastro nero, marsina o giacca a redingote di velluto con fregi in oro dalla quale trasbordano un largo bavaglio ed abbondanti polsini in trina, calze bianche di seta e scarpe nere.
Così compariva nei cortei carnevaleschi (più raramente nei teatrini delle marionette) il Marchese, caricatura della nobiltà conservatrice ed estremamente cauta di fronte ad ogni innovazione, da cui potessero essere intaccati i suoi privilegi.

O Paisan
Contadino sceso dai monti dell’entroterra, contrapposto, secondo la tradizione, al Marchese. Di solito si chiamava “Gepin”, “Brisca”, “Genio”.
Il suo costume è costituito da un “cappuccetto” rosso e a strisce, di lana, lungo come una calza che scende su una spalla. Sul berretto è spesso appoggiata la “trentinn-a” (un cappello scuro rigido a falda larga, simile ad un copricapo usato nel Trentino).
Ha una camicia colorata sopra la quale indossa un corpetto o rosso, o bianco, o rigato, coperto a sua volta da una giubba di fustagno marrone oppure di velluto verde o rosso. I pantaloni sono della stessa stoffa della giacca, retti da una fascia rossa e chiusi sotto il ginocchio da lacci dello stesso colore. Ghette bianche e scarponi slacciati. Sulle spalle o paisan ha un fazzoletto con frange, in mano un ombrello verde o rosso, una piccola lanterna, un cestino o un sacchetto di castagne.
Al fianco la “pennacca”, la roncola.

O Villan
Come o paisan proviene dalla campagna, ma, a differenza di questi, non possiede e non coltiva terra propria, bensì lavora sotto padrone.
Ha un costume più povero, per esempio sopra al “cappuccetto” non porta cappello, non ha né corpetto, né ombrello.
A completare la sua tipicità concorre l’intonazione di uno “strapuntin” dopo l’altro, cioè canzoni sfrontate e sferzanti.

A Paisann-a
E’ la compagna del “paisan” e di solito si chiama Nena. Il suo costume è costituito da una camicia di pizzo non molto raffinato con sopra un corpetto di velluto o altro tessuto pesante, gonna lunga ed ampia di colore vivace e righe alternate chiare e scure o a fiori e sotto le “fadette” (sottoveste a falde) le mutande strette in vita dalla “picaggia” (fettuccia) e alla caviglie da tre nastri di tela, scarpe di stoffa nera o a fiori, grembiule da lavoro.
In testa indossa il “sottesto”, panno arrotolato a forma di ciambella che aiuta a portare pesi in bilico. Gli accessori sono collane ed orecchini, un nastro di velluto nero o blù che gira intorno alla testa in modo da fissare le trecce ed i capelli raccolti, scialle frangiato a tre punte. Molto spesso, però, in testa ha il “meizao”, il mezzaro.

A Marcheisa
Nei cortei carnevaleschi del XIX secolo e dei primi decenni del XX secolo a fianco del Marchese sono comparse una Marchesa e delle Marchesine.
A Marcheisa ha parrucca bianca a boccoli, corpetto stretto in vita con ornamenti vari, sottana larga di preferenza viola, calze di seta bianca, scarpine bianche o nere . In testa il “pezzotto”.

Capitan Spaventa
E’ l’ultimo discendente del “Miles Gloriosus” di Plauto e dello spagnolo Matamaros. (Ricordiamo che gli Spagnoli occuparono Genova il 30 maggio del 1522 e la loro egemonia sulla città si protrasse a lungo, suscitando e lasciando scarse simpatie).
Capitan Spaventa nella versione genovese è spesso degradato a caporale, ma è sempre la caricatura del soldato spagnolo convinto di essere bellissimo e valorosissimo, mentre è brutto e fanfarone, si vanta in continuazione di avventure amorose e guerresche, mai vissute, con un linguaggio infarcito di vocaboli casigliani ed italiani.
Il costume più consueto è un abito attillato a strisce gialle e rosse (i colori della Spagna), un mantello rosso foderato di giallo, cappello ornato di piume variopinte.
Al fianco gli pende la spada.

O Scio Reginn-a
Fu una macchietta viva e vera della Genova settecentesca, città nella quale era arrivato dalla riviera di Ponente.
Il suo è un abito borghese dell’epoca completo di “micado” (il cappello a cilindro).
Si chiamava Francesco Capanna, era forse di famiglia agiata, ma una volta inurbato si era ridotto in miseria.
Vero o finto tonto, cercava di procurarsi un poco di cibo e molto vino, esibendosi nelle osterie in un repertorio di pagliacciate e di sgangherati monologhi.
Nella notte di Pentecoste del 1792 secondo alcune fonti cadde per le scale di una taverna. Gravemente ferito, fu trasportato all’ospedale di Pammatone dove morì il giorno dopo; ma vive nel tempo.
Fu destinato all’immortalità con l’epiteto che gli era stato assegnato dai frequentatori delle bettole : o Scio Reginn-a.

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Genova: una città sorprendente, affascinante, misteriosa che invita a scoprire tesori d’arte, di storia, di tradizioni, di memorie e a vivere sempre nuove proposte. Attraente per le infinite prospettive che offre, intrigante per le infinite sensazioni che suggerisce, Genova è una città da conoscere e da vivere provando l’emozione di poter passeggiare nel cuore della storia e di potersi imbattere pertanto, ad ogni angolo nelle tracce delle presenze del passato. Un insolito itinerario turistico che è il risultato di anni di ricerche tra vecchi testi di paziente raccolta di antiche memorie, di lavoro ed esperienza sul territorio – invita alla scoperta di questa Genova Magica: l’antica città marinara dal Centro Storico cosi esteso e nel quale vicende e tradizioni si sono stratificate nei secoli, si presenta nella sua straordinaria molteplicità di aspetti dove storia, letteratura, poesia, arte, musica, monumenti, luoghi, vicende e leggende s’intrecciano in un “unicum” di eccezionale forza attrattiva. Il “Ghost Tour” nasce dall’idea di proporre, ai turisti oltre che ai residenti una visita guidata animata tra leggende, storia e fantasia . Il nostro percorso cittadino, si snoda nell’intricatissimo tessuto urbanistico dei vicoli e delle piazzette del Centro Storico, ed introduce i partecipanti in un mondo specialissimo sospeso tra passato e presente, scenario di vicende e fonte ispiratrice di leggende e tradizioni quanto mai intriganti; un mondo tutto da scoprire e tutto da percorrere all’insegna del fascino che sovente s’ammanta di mistero. Le guide turistiche, che indosseranno suggestivi costumi evocativi illustreranno oltre che leggende e situazioni legate a certi luoghi e tematiche, la storia delle vie, delle piazze, degli edifici e dei diversi monumenti compresi nel percorso

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