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Dal 9 al 16 agosto a Berchidda (e altri centri del nord Sardegna) la ventisettesima edizione del festival Time in Jazz

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Dave Holland (ph. Mark Higashino) s

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Time in Jazz edizione numero ventisette: all’insegna dei “Piedi” il festival diretto da Paolo Fresu, in programma dal 9 al 16 agosto a Berchidda e in altri centri del nord Sardegna.
Tra i protagonisti Dave Holland, Mulatu Astatke, Omar Sosa, Fabrizio Bosso, la Brass Bang! Elina Duni.

“E’ pur vero che, una volta in piedi, l’uomo non sa star fermo”. Con questa citazione di Frédéric Gros, il filosofo francese autore di “Andare a piedi –- Filosofia del camminare”, Paolo Fresu introduce il tema che caratterizzerà la ventisettesima edizione di Time in Jazz, il festival internazionale di cui è ideatore e direttore artistico.

Quest’anno si riconosce infatti sotto il titolo “Piedi” l’appuntamento di mezza estate in Sardegna, in programma dal 9 al 16 agosto aBerchidda, il paese natale del trombettista, ma con fermate sparse, come sempre, anche in vari altri centri del nord dell’isola: Bortigiadas, Budoni, Calangianus, Chiaramonti, Ittireddu, Loiri Porto San Paolo, Mores, Ozieri, Pattada, Posada, Sant’Antonio di Gallura, Telti, Tempio PausaniaeTula. Quindici tappe per un’intensa settimana di musica (e non solo) da vivere dal mattino a notte fonda in spazi e scenari sempre differenti, dagli scorci marini alle chiesette di campagna, dalle piazze agli altri luoghi notevoli portati in dote da ciascun comune, con Berchidda a fare da “campo centrale”.

Su questo circuito ideale, caratterizzato dal paesaggio, dalla natura e dalla cultura locali, è atteso un nutrito e variegato cast artistico in cui si riconosce più di un nome di primo piano della scena jazzistica (e non solo) italiana e internazionale: Fabrizio Bosso, Julian Mazzariello,Gianluca Petrella, Nico Gori, Alessandro Lanzoni, Rosario Bonaccorso, Stefano “Cocco” Cantini, Marco Tamburini, Leonardo Sapere, Ezio Bosso, Luca Aquino, Carmine Ioanna, la Banda Musicale “Bernardo De Muro”, il BargaJazz Ensemble, Monica Demuru, Mulatu Astatke, Elina Duni, Steven Bernstein, Marcus Rojas, Omar Sosa, Gustavo Ovalles, Andy Emler, Laurent Dehors, il gruppo vocale A Cumpagnia, Dave Holland, Kevin Eubanks, Eric Harland, Peppe Servillo, Javier Girotto, Natalio Mangalavite, Stefano D’Anna, la Fanfara Tirana, i Transglobal Underground, oltre allo stesso Paolo Fresu; e poi lo scrittore Erri De Luca, Alessio Bertallot con le sue selezioni musicali, Luigi Lai e i suoni delle launeddas, i passi di tango di Margarita KlurfaneWalter Cardozo, i balli tradizionali sardi e il tip-tap contaminato e multimediale di TamangoeUrban Tap; danze che si intrecciano con altre suggestioni evocate dal tema dei “Piedi”: il ritmo, la terra, il viaggio, l’impronta dell’identità. Suggestioni e spunti di ispirazione validi anche per il consueto apparato di mostre ed eventi espositivi allestiti al Centro Laber di Berchidda sotto l’insegna del P.A.V., il Progetto Arti Visive di Time in Jazz coordinato da Giannella Demuro e Antonello Fresu, e attraverso l’altrettanto immancabile rassegna di film e documentari curata dal regista Gianfranco Cabiddu.

Musica, arte, cinema, ma non solo: ritornano in campo anche in questa edizione del festival le varie iniziative targate Green Jazz, il progetto di sensibilizzazione ai temi dell’ambiente che Time in Jazz porta avanti da anni.

Poi, calato il sipario sulla settimana berchiddese, i riflettori si accenderanno ancora una volta su Time in Sassari, il consueto prolungamento del festival che si terrà il 17 e il 18 agosto nel capoluogo turritano, con tappe a Cheremule e Osilo. Protagonisti, Stefano D’Anna col suo gruppo, Javier Girotto col sestetto di Fabrizio Bosso; Gianluca Petrella e Steven Bernstein in duo, e ancora il trio di Girotto, Peppe Servillo e Natalio Mangalavite con le storie musicate di “Futbol”.


Il FestivalTime in Jazz e Time in Sassari sono organizzati dall’Associazione culturale Time in Jazz con il sostegno della Regione Autonoma della Sardegna (Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport, Assessorato del Turismo e Assessorato della difesa dell’Ambiente), della Fondazione Banco di Sardegna, del Comune di Berchidda, del Comune di Sassari, del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (Direzione Generale per lo Spettacolo dal vivo), dell’Unione Europea, della Banca di Sassari, della Comunità Montana del Monte Acuto e dei Bortigiadas, Budoni, Calangianus, Cheremule,Chiaramonti, Ittireddu, Loiri Porto San Paolo, Mores, Osilo, Ozieri, Pattada, Posada, Sant’Antonio di Gallura, Telti, Tempio Pausania e Tula, con la partecipazione di Ente Foreste della Sardegna, Banco di Sardegna, Sardinia Ferries, Geasar, Ente Musicale di Nuoro, I-jazz.

Si parte il 9 agosto
La ventisettesima edizione di Time in Jazz si mette in marcia sabato 9 agosto con tre diversi appuntamenti legati al mare. Il primo è in mattinata all’antica Torre di San Giovanni, sul litorale di Posada, il suggestivo paese della Baronia sulla costa orientale: qui, alle 11, il trombettista Fabrizio Bosso e il pianista Julian Mazzariello presentano il loro progetto “Shuffle”, un emozionante viaggio in un repertorio che spazia tra generi e stili differenti, dalla tradizione jazzistica al Brasile, fino alla canzone d’autore.

Altro mare e altre emozioni attendono il pubblico del festival nel tardo pomeriggio: alle 18, nella Pineta di Sant’Anna nei pressi di Budoni, centro costiero a una trentina di chilometri da Olbia, va in scena “Tango sottile”. Si tratta di una performance sperimentale realizzata appositamente per Time in Jazz dal violoncellista italo-argentino Leonardo Sapere e dai ballerini Margarita KlurfaneWalter Cardozo: tre artisti che uniscono l’attenzione e lo studio della tradizione del tango con una costante ricerca musicale e coreografica.

E il mare fa da sfondo anche al terzo evento della giornata inaugurale del festival: alle 15.30 parte infatti da Livorno il traghetto della Sardinia Ferries diretto al porto sardo di Golfo Aranci (arrivo ore 21) che ospita a bordo la consueta “concertazione navale”, una produzione originale di Time in Jazz in collaborazione con la compagnia delle navi gialle che si rinnova per il nono anno consecutivo. A caratterizzare il viaggio, questa volta, l’inedito incontro tra la parola dello scrittore Erri De Luca, che racconterà di Mediterraneo e di emigrazioni, e la musica di Ezio Bosso, uno dei musicisti-compositori italiani più apprezzati della sua generazione (è nato a Torino nel 1971) e di quella corrente che viene definita “neo” o “post” minimalismo.

Già impegnato in mattinata con Julian Mazzariello, Fabrizio Bosso torna in scena in serata (ore 21,30) a Pattada, nella piazza della Chiesa di San Giovanni, stavolta alla guida dello Spiritual Trio, con il pianista e organista Alberto Marsico e il batterista Alessandro Minetto: una formazione dedita alla musica nera, come suggerisce il nome, nella sua variante Gospel e Spiritual. Nel solco di questa tradizione la tromba di Bosso innalza la sua voce in uno spazio colmo di pathos, come dimostrano il primo album del trio, “Spiritual” (del 2011), e il più recente “Purple”, uscito alla fine dello scorso novembre.

La seconda giornata – domenica 10 agosto – prende le mosse alle 11 dalla chiesetta campestre di Santa Lucia, nei pressi di Mores, con un altro inedito rendez-vous: reduci dalla traversata marittima del giorno prima, Erri De Luca e Ezio Bosso allargano il loro recentissimo incontro alla partecipazione di Paolo Fresu.

Dal centro del Meilogu nuovamente verso la costa orientale, allo stagno di Porto Taverna, nel territorio di Loiri Porto San Paolo, per apprezzare (ore 18) la voce di Elina Duni, stella nascente nel panorama jazzistico europeo. Con il suo quartetto – Colin Vallon al pianoforte, Patrice Moret al contrabbasso e Norbert Pfammatter alla batteria – la cantante di casa in Svizzera proporrà la sua originale interpretazione in chiave jazz dei canti tradizionali della sua terra d’origine, l’Albania, già consegnata alle tracce dell’album “Matanë Malit”, pubblicato dalla ECM.

In serata (ore 21,30), al Vulcano di Ittireddu, Ezio Bosso completa il suo trittico di impegni per Time in Jazz con un’altra produzione inedita, dedicata al tema del movimento, stavolta alla testa del trio che, accanto al suo pianoforte, schiera due virtuosi degli strumenti ad arco: Giacomo Agazzini al violino e il violoncellista serbo Relja Lukic.

Le rovine del Castello dei Doria a Chiaramonti saranno il suggestivo scenario del concerto d’apertura della terza giornata, lunedì 11: protagonista, a partire dalle 11, il duo clarinetto e pianoforte formato dai fiorentini Nico Gori e Alessandro Lanzoni(miglior nuovo talento dell’anno all’ultimo referendum “Top Jazz” della rivista Musica Jazz).

Tappa a Calangianus, nel tardo pomeriggio. Dopo averlo ascoltato in coppia con Fabrizio Bosso, il pubblico di Time in Jazz potrà apprezzare ancora il talento pianistico dell’italo-inglese Julian Mazzariello nell’esibizione solistica che lo attende alle 18 all’ex-convento del paese gallurese.

In serata il festival approda finalmente a Berchidda per un doppio concerto al Centro Laber (l’ex caseificio riconvertito in spazio culturale), sotto l’insegna di “Sonata di Mare”: un progetto transfrontaliero finanziato dal Programma Operativo europeo Italia-Francia “Marittimo” 2007-2013, che ha come area di riferimento lo spazio marittimo fra Toscana, Corsica, Sardegna e Liguria, e come obiettivo la creazione di un circuito transfrontaliero di festival, eventi e produzioni artistiche per la valorizzazione della musica tradizionale e contemporanea, e per la creazione di forme musicali innovative.

Apre, alle 21,30, “In mezzo c’è solo… il mare”, produzione originale della Provincia di Savona – PERCFEST, con le musiche, la direzione e gli arrangiamenti di Rosario Bonaccorso. Un concerto composto di quadri sonori, pagine musicali policrome che si dipanano in una successione quasi geografica seguendo il tema del viaggio, motivo ispiratore al quale il contrabbassista–-compositore è legato in modo indissolubile. Lo accompagna in questo ideale viaggio musicale tra Liguria, Sardegna, Corsica, Brasile, Messico e Nord Africa, un “equipaggio” composto da Fabrizio Bosso alla tromba, il chitarrista brasiliano Roberto Taufic e un gruppo di percussionisti guidato da Marco Fadda con Andrea Ruggeri dalla Sardegna, Jerome Casalonga (t.b.c.) dalla Corsica, Dado Sezzi da Genova e Gilson Silveira dal Brasile.

Il secondo progetto, alle 23,30, è invece firmato da Stefano “Cocco” Cantini: si intitola “7 modi” ed è un concerto ispirato alla cultura mediterranea e alle antiche civiltà, sulla base di originali rivisitazioni jazzistiche. Sul palcoscenico un organico che schiera musicisti toscani e provenienti da altre regioni coinvolte nel progetto “Sonata di mare”, oltre a voci recitanti in poesia e canto: con lo stesso Stefano “Cocco” Cantini (direzione e sax), ci saranno Antonello Salis (fisarmonica e tastiere), Francesco Petreni (batteria), Raffaele Toninelli (contrabbasso), Andrea Lagi (tromba), Valentina Toni (voce), Aldo Milani (sax e flauto), Enrico Rustici (ottavatore) e la partecipazione speciale di Jerome Casalonga (voce); performance e danza sono coordinate da Cristina Riparbelli, consulenza generale di Simona Rafanelli.

All’insegna di “Sonata di Mare” anche il primo impegno in scaletta per martedì 12: a Bortigiadas, alle 11, nella Chiesa della Santissima Trinità, tiene infatti banco “Voce di vento”, un concerto che vede insieme il BargaJazz Ensemble con il trombettista Marco Tamburini (Nico Gori al sax alto e al clarinetto, Rossano Emili al sax baritono, Alessandro Rizzardi al sax tenore, Roberto Rossi al trombone, Andrea Guzzoletti alla tromba, Stefano Onorati al pianoforte, Paolo Ghetti al contrabbasso e Stefano Paolini alla batteria) e il gruppo vocale corso A Cumpagnia, impegnati in una rivisitazione in chiave jazz di melodie e polifonie della tradizione della Corsica.

Nel pomeriggio il festival si sposta a Sant’Antonio di Gallura(Lu Naracu, ore 18) dove è in programma il piano solo di un grande protagonista della scena jazz contemporanea, Omar Sosa,che torna a Time in Jazz due anni dopo la sua ultima apparizione. Classe 1965, originario di Camagüey, il musicista cubano è un talento eclettico e versatile: pianista, compositore, arrangiatore e leader di varie formazioni, nella sua poetica Omar Sosa intreccia elementi di jazz, world music, sonorità contemporanee ed effetti elettronici con le sue radici afrocubane per dare forma a un sound fresco e originale, dal cuore latino.

In serata, alle 21.30, a Berchidda si accendono per la prima volta i riflettori sul palco “centrale” del festival, in piazza del Popolo, per accogliere un artista di culto della musica africana, Mulatu Astatke. Compositore, arrangiatore e polistrumentista (suona vibrafono, pianoforte e varie percussioni), è considerato il padre dell’Ethio-Jazz, quel movimento nato negli anni Sessanta che fonde insieme jazz, elementi della musica tradizionale etiope e influenze latinoamericane. A Time in Jazz si presenta alla testa di una formazione con James Arben ai sassofoni e al clarino basso, Byron Wallen alla tromba, Danny Keane al violoncello, Alex Hawkins al piano e alle tastiere, John Edwards al basso, Tom Skinner alla batteria e Richard Olatunde Baker alle percussioni.

Al termine del concerto, la musica prosegue al Centro Laber con i Seven Steps, il gruppo composto dai vincitori delle borse di studio della passata edizione dei Seminari Nuoro Jazz. A seguire, un Dj set di Alessio Bertallot inaugura la serie di dopo-concerto al Jazz Club al Centro Laber, che nelle notti successive, verso l’una, ospiterà i gruppi selezionati attraverso l’apposito concorso “Time Out”, quest’anno alla sua quarta edizione.

La giornata di mercoledì13prende il via alla Chiesa di Santa Vittoria a Telti(ore 11) con Three Lower Colours, un trio che chiama ancora una volta in scena la tromba di Marco Tamburini insieme a Stefano Onorati al piano, synth e live electronics, e a Stefano Paolini alla batteria.

Ancora un trombettista, il beneventano Luca Aquino, affiancato dalla fisarmonica di Carmine Ioanna, terrà banco nel pomeriggio (ore 18) alla chiesa di San Pietro di Tempio Pausania con aQstico, un progetto che prende il nome dal suo quinto album, uscito nel 2011 per la Tûk Music.

Ricchissima la serata a Berchidda, con il doppio set in programma in piazza del Popolo. Apre, alle 21,30, la Brass Bang!, l’esplosivo, piccolo-grande ensemble di soli ottoni che riunisce sotto la sua insegna quattro stelle di prima grandezza del jazz contemporaneo: due trombettisti, Paolo Fresu, fra i maggiori protagonisti del panorama italiano di questa musica, e l’americano Steven Bernstein, una delle personalità più prolifiche della scena downtown di New York; il trombonista barese Gianluca Petrella, considerato fra i grandi specialisti dello strumento a coulisse, e quello che per molti è invece il miglior suonatore di basso tuba al mondo, il newyorkese Marcus Rojas.

La seconda parte della serata vedrà sul palco la musica di Omar Sosa incontrare i ritmi, le danze e le visioni di Urban Tap, la compagnia newyorkese fondata negli anni novanta da Tamango, danzatore e ballerino di tip tap, che ne condivide la direzione artistica con Jean de Boysson aka VJ Naj. Gli spettacoli di Urban Tap sono un ibrido di culture e linguaggi artistici differenti: tradizioni ancestrali e nuove tecnologie, animismo e tendenze metropolitane, musica jazz e ritmi ammalianti, tip tap e hip hop, scenografie multimediali, veejaying. Una miscela che Tamango e Jean “Naj” de Boysson con Omar Sosa e il percussionista Gustavo Ovalles, arricchiranno a Berchidda di ulteriori ingredienti con l’inedita partecipazione del grande suonatore di launeddas Luigi Lai e le danze tradizionali sarde proposte dall’Associazione folkloristica e culturale “San Gemiliano” di Sestu.

Sarà un concerto all’insegna dell’improvvisazione “Musique hors normes”, quello del duo francese composto da Andy Emler all’organo e Laurent Dehors ai sax e clarinetti, che avrà il compito di inaugurare la giornata del 14 agosto (alle 11) alla Cattedrale dell’Immacolata di Ozieri.

Alle 18, ancora una chiesa, quella di San Pietro di Tula, apre i battenti all’eclettica cantante e attrice sarda Monica Demuru che insieme al pianista argentino Natalio Mangalavite porta in scena “Podology”, un percorso di ricerca tra folk, pop, cantautorato, jazz e creazioni originali.

La serata in piazza del Popolo, giovedì 14 ospita un unico concerto, ma senz’altro fra i più attesi in assoluto: al centro dei riflettori sarà infatti un grande protagonista del jazz moderno, Dave Holland, alla testa del suo trio. Sulle scene da mezzo secolo, il contrabbassista e compositore inglese vanta una ricca e caleidoscopica carriera decollata presto, quando ebbe la straordinaria opportunità di suonare con Miles Davis durante il leggendario periodo di “Bitches Brew”. Nel 2013 Holland ha celebrato i suoi primi quarant’anni da leader, ma guardando decisamente in avanti. Per l’anniversario del suo primo disco, “Conference of the birds”, ha registrato l’album “Prism” riunendo intorno a sé una band elettrica composta dal tastierista Craig Taborn, dal chitarrista Kevin Eubanks, suo collaboratore di lunga data, e dal batterista Eric Harland. E saranno proprio questi due ultimi ad affiancare Dave Holland sul palco di Berchidda.

Intorno alla mezzanotte, al Parco della Musica suona la banda del paese, la “Bernardo De Muro” diretta da Luciano Demuru, per l’occasione impreziosita da due ospiti d’eccezione: Paolo Fresu e Gianluca Petrella.

Come da tradizione, il giorno di Ferragosto Time in Jazz pianta le tende nelle campagne intorno a Berchidda. Il primo appuntamento è alla chiesetta di Santa Caterina (ore 11), dove, dopo una conferenza sui temi del festival, il pubblico sarà ancora una volta trascinato dal mix esplosivo del quartetto Brass Bang! di Paolo Fresu, Steven Bernstein, Gianluca Petrella e Marcus Rojas, già applauditi due sere prima sul palco di Piazza del Popolo. Dopo il concerto, trasferimento nella vicina chiesetta di San Michele dove, come ogni Ferragosto, sarà possibile degustare alcuni piatti della cucina locale nel tradizionale pranzo berchiddese.

Nel pomeriggio (alle 18), sempre a San Michele, spazio a una delle forme più note della tradizione musicale sarda, il canto a chitarra, in un appuntamento a cura di Fabio Calzia con Daniele Giallara e Gianmichele Lai accompagnati da Carlo Boeddu alla fisarmonica.

La sera di Ferragosto, in piazza del Popolo, è come sempre divisa in due parti. La prima, alle 21,30 (con ingresso a pagamento), porta sul palco il trio di Peppe Servillo(voce)Javier Girotto (sassofoni) e Natalio Mangalavite (pianoforte) con il repertorio di “Futbol”, un progetto ispirato all’omonimo libro dello scrittore argentino Osvaldo Soriano e consegnato alle tracce di un cd cinque anni fa: racconti sul gioco del calcio in cui si incrociano storie di vita, d’amore e di pallone tra vittorie e sconfitte, gioie e delusioni, fantasia e ironia. Musica col “doppio passaporto”, quella di Servillo

Altra miscela di suoni quella che dilagherà sulla piazza del Popolo quando, sgomberata la platea da tutte le sedie e aperti i cancelli al mondo, sul palco saliranno la Fanfara Tirana e i Transglobal Undergroundper quella che si annuncia come una scoppiettante festa finale impreziosita anche dalla partecipazione della Brass Bang!. La Fanfara Tirana(che nelle tre sere precedenti, intorno alle 19,45, sarà in parata con la sua musica per le strade del paese) porterà in dote alla serata i ritmi spezzati e l’inconfondibile sound balcanico dei suoi ottoni, cui i Transglobal Underground aggiungeranno le loro sonorità multietniche, dando vita a una trascinante contaminazione di generi, la stessa che la formazione albanese e il gruppo britannico hanno fissato sulle tracce dell’album “Kabatronics” uscito l’anno scorso.

Altri eventi
Come di consueto, al ricco programma musicale, il festival affiancherà le attività espositive del P.A.V., il Progetto Arti Visive curato da Giannella Demuro e Antonello Fresu. Il programma è ancora in via di definizione, ma anche per questa edizione si prevedono mostre ed eventi espositivi negli spazi del Laber, l’ex caseificio di Berchidda trasformato in centro culturale. Ritorna anche la rassegna di film e documentari curata dal regista Gianfranco Cabiddu, che esplorerà il tema del festival attraverso le suggestioni offerte dal cinema.

Non mancheranno nemmeno gli appuntamenti di “Wine Book”, lo spazio dedicato alle presentazioni di novità editoriali con aperitivo, ospitate da alcuni bar di Berchidda: il 13 agosto al Bar K2, si parla di “Alberi erranti e naufraghi” di Alberto Capitta (Edizioni Il Maestrale), mentre il 14 agosto, al Bar Centrale, l’argomento è il calcio con “Rossoblù giorno per giorno. Protagonisti e comparse del Cagliari Calcio”, di Boris Carta (Edizioni Aipsa).

Ancora un libro, in questo caso incentrato sulla musica, nel pomeriggio del 16 agosto al Museo del Vino, con il gradito ritorno di Ashley Kahn: dopo aver illustrato, nella scorsa edizione del festival, il suo “A Love Supreme – Storia del capolavoro di John Coltrane”, pubblicato nel 2004 da Il Saggiatore, il giornalista e storico musicale americano, ritorna a Berchidda per presentare il suo celebre libro “Kind of Blue” (Il Saggiatore, 2003) dedicato all’omonimo album di Miles Davis, considerato una pietra miliare del jazz.

Green Jazz
La sostenibilità ambientale e la riduzione dell’impatto del festival sul territorio sono diventati di centrale importanza per Time in Jazz, che negli anni ha consolidato ilsuoimpegnoafavoredell’ambienteattraversoGreen Jazz, un progetto di sensibilizzazione che dà voce ai temi del risparmio energetico, dell’uso delle energie alternative, della differenziazione dei rifiuti, dell’abbattimento delle emissioni di CO2.

Lo sviluppo di una coscienza ambientale nell’ambito di Time in Jazz nasce da originali progetti come i concerti nei boschi del Limbara e nelle chiesette campestri, che hanno stimolato una maggiore consapevolezza sui temi dell’ambiente e della sostenibilità, portando, anche grazie al supporto di partner e sponsor locali, alla realizzazione di iniziative volte a tutelare un patrimonio naturale e culturale di inestimabile valore.

Green Jazz sarà presente anche in questa edizione del festival con stand, videoproiezioni, azioni di sensibilizzazione ambientale. Tra le iniziative concrete, spiccano quelle che incentivano il pubblico a ridurre l’uso delle auto durante i giorni del festival, e dunque le emissioni inquinanti di CO2, come Motori a strappo, un progetto di car-sharing rivolto al pubblico per raggiungere i diversi luoghi dei concerti. In partnership con il Comune di Berchidda proseguono poi le iniziative per la riduzione dei rifiuti, come la raccolta differenziata del vetro, del cartone e della plastica nelle isole ecologiche di Green Jazz, e Acqua dalla rete, progetto che mira a ridurre lo spreco d’acqua e la produzione di rifiuti di plastica, mettendo a disposizione del pubblico fontanelle alimentate dalla rete idrica comunale, da cui attingere gratuitamente acqua potabile. Contribuisce invece alla riduzione del consumo di energia elettrica e dell’impatto del festival sull’ambiente “Light for music”, che prevede l’utilizzo di pannelli fotovoltaici per l’alimentazione dei concerti esterni.

Anche la promozione e valorizzazione dei prodotti della tradizione enogastronomica locale a “chilometro zero” fanno parte delle azioni di Green Jazz: nell’ambito del progetto “Sentieri di…” saranno realizzate una serie di iniziative, degustazioni, laboratori, azioni informative, culturali ed educative per il pubblico di Time in jazz, che entrerà in contatto con alcune produzioni caratteristiche del territorio che ospita il festival. Tema di quest’anno, il vino, frutto della pigiatura coi piedi. E dunque, dopo l’esperienza dell’anno corso con “Sentieri di pane”, stavolta saranno “Sentieri di vino” da “percorrere” con la collaborazione delle cantine del territorio.
Masterclass
Mediterranea è uno stage/masterclass che Time in Jazz ha ideato nell’’ambito di “Sonata di Mare”, un progetto europeo della durata di due anni, che riunisce in un unico circuito i grandi festival dell’’area marittima e costiera di Corsica, Liguria, Sardegna e Toscana, per valorizzarne la musica tradizionale e quella contemporanea e per creare nuove produzioni musicali dalla contaminazione tra le culture dei territori transfrontalieri.

Il percorso didattico di Mediterranea si articola in una serie di incontri della durata di due ore ciascuno nell’’ambito del Festival internazionale Time in Jazz ed è rivolto agli studenti dei conservatori e delle scuole di musica di Corsica, Liguria, Sardegna e Toscana, di età superiore ai 18 anni. Ognuno degli otto partner di “Sonata di Mare” potrà usufruire di un numero massimo di quattro posti per studenti e/o musicisti da inserire come stagisti all’’interno della masterclass, che potrà accogliere anche uditori di diversa provenienza, nel numero massimo di cento presenze.
Il progetto, già iniziato nel 2013 con le masterclass di Paolo Fresu e Daniele Di Bonaventura, prosegue quest’anno con focus dedicati a contrabbasso, sassofono, percussioni e tromba il 12 agosto, sempre al Centro Laber di Berchidda. Primo appuntamento della giornata alle 10.30, con la masterclass “”Nei piedi le radici, nella mente le ali””, a cura del contrabbassista Rosario Bonaccorso; alle 11.30, sarà il turno del sassofonista Stefano Cocco Cantini con “”Una pedata alla tonalità””. Nel pomeriggio altri due appuntamenti: alle 16 “”Ritmo dalla Testa ai Piedi: Workshop di Percussioni Afro Brasiliane”” con Francesco Petreni, e alle 17.30 ultimo incontro con il trombettista Marco Tamburini : “Comporre improvvisando””.

Time in Sassari
Il 17 e il 18 agosto, calato il sipario su Berchidda, si rinnova l’appuntamento con Time in Sassari, la consueta appendice di Time in Jazz, che giunge quest’anno alla sua ottava edizione, con tappe pomeridiane a Cheremule e Osilo.

La città di Sassariè come sempre il fulcro della manifestazione, con due concerti che animeranno per due sere consecutive la piazza Tola.

Primo appuntamento domenica 17 (ore 21) con “Futbòl”, il concerto (già in scena la sera di Ferragosto a Berchidda) che riunisce il talento italiano del cantante Peppe Servillo,con quello degli argentiniJavier Girotto (sax) eNatalio Mangalavite (piano).

La sera di lunedì 18 (21.30) i riflettori di Piazza Tola si accendono invece per “Latin Mood”, un sestetto che vede ancora una volta in azione Javier Girotto ai sax, insieme al trombettista Fabrizio Bosso, con Natalio Mangalavite al piano e tastiere, Luca Bulgarelli al basso elettrico, Lorenzo Tucci alla batteria e Bruno Marcozzi alle percussioni, questa volta impegnati in un progetto che rivisita in chiave jazzistica le ritmiche trascinanti di tango, milonga, chacarera e candombe nell’accezione tipica del Latin Jazz.

I concerti serali di Sassari saranno preceduti da due tappe fuori città: il primo è nel pomeriggio del 17 agosto (ore 18) nell’area archeologica di Museddu, nel territorio di Cheremule,con il talentuoso sassofonista siciliano Stefano D’Anna, che proporrà brani tratti da “Soundscape”, il suo ultimo album, pubblicato nel 2013 dall’etichetta S’Ard Music, sviluppato nel solco della moderna tradizione jazzistica, in cui è affiancato in quartetto dal chitarrista romano Enrico Bracco, da Nicola Muresu al contrabbasso e Gianrico Manca alla batteria.

Il pomeriggio successivo (lunedì 18) Time in Sassari fa invece tappa al Castello dei Malaspina di Osilo, dove (alle 18) il pubblico potrà applaudire ancora una volta Gianluca Petrella & Steven Bernstein, impegnati in un inedito duetto.

Biglietti e abbonamenti
Biglietti e abbonamenti per il festival saranno in vendita dal 15 aprile, online su circuito Vivaticket e nei punti vendita autorizzati. Come sempre, l’ingresso èa pagamento solo per i concerti serali che si tengono in piazza del Popolo: tutti gli eventi in decentramento sono infatti a ingresso gratuito. Un posto intero in platea costa 23 euro, ridotto a 20; in tribuna 18 euro, ridotto a 15.

Per informazioni, la segreteria di Time in Jazz risponde al numero telefonico 079704731 e all’indirizzo di posta elettronica info@timeinjazz.it.

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Associazione culturale TIME IN JAZZ
via Milano, 18 – 07022 Berchidda(OT)
tel. 079 70 47 31 – fax 079 70 30 07
e-mail: info@timeinjazz.it
www.timeinjazz.it

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