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A San Salvatore di Sinis: la Corsa degli Scalzi festeggiamenti dal 24 agosto prossimo al 3 settembre

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Eventi Sardegna

San Salvatore sorge lungo le strade che da Oristano portano alle splendide spiagge del Sinis sull’ampio specchio di mare tra Capo Frasca e Capo San Marco, agli stagni di Mistras  e agli scavi archeologici di Tharros. Il villaggio si è formato tutto intorno all’ipogeo di età nuragica, dove veniva praticato il culto delle acque e poi, con l’avvento in Sardegna della religione cristiana e con la colonizzazione romana dell’Isola, è andato via via estendendosi.

Ed è proprio a San Salvatore che si dedicano riti ed onori dal 24 agosto prossimo al 3 settembre.

La leggenda racconta che le origini della manifestazione risalirebbero all’impresa di un gruppo di giovani, abitanti di San Salvatore, che nel 1506, dopo aver abbandonato il villaggio stanchi delle incursioni moresche che interessarono questo territorio per un lungo periodo di tempo, tornarono in dietro per sottrarre il simulacro del Santo al saccheggio degli invasori, trascinandosi delle frasche per simulare un grosso manipolo di armati e per metterla al sicuro ed in custodia nella chiesa  di Santa Maria Assunta a Cabras, luogo poco distante. I Mori, a causa del polverone sollevato nella corsa dai pochi abitanti, credettero di aver di fronte un esercito possente e numeroso, così si dettero precipitosamente alla fuga. Il simulacro del Santo tornò allora a casa, ma ogni anno in questa data, l’episodio è rievocato per ringraziare il San Salvatore di aver protetto il paese dall’invasione.

Sabato 1 settembre, all’alba, questa immensa processione a piedi nudi prende il via dalla chiesa Maggiore di Cabras, paese a cui oggi appartiene il villaggio di San Salvatore, da dove un corteo di donne in costume preleva il simulacro in legno del Santo, Santu Srabadori per condurlo nella chiesa del villaggio laddove i riti religiosi si susseguono per nove giorni.

Il medesimo rituale si svolge la domenica seguente, giorno della festa solenne. Al tramonto il simulacro del Santo, assieme al suo gonfalone, è riportato indietro da is corridores, tra  canti sacri (is coggius) e scoppi di mortaretti. L’itinerario contrario si conclude all’ingresso del paese di Cabras, dove attende un’immensa folla che darà vita a una processione che si concluderà di fronte al sagrato della  chiesa  di Santa Maria Assunta. Il rito della corsa degli Scalzi, oltre a commemorare l’antico storico episodio, vuole contemporaneamente essere una preghiera della popolazione tutta  al fine di ottenere la fertilità della terra, un  buon raccolto e una buona pescosità  negli stagni .

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