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Daily Archives: August 6, 2013

Per Firenze alla scoperta di Dante

Per Firenze alla scoperta di DanteEcco l’originale itinerario fiorentino tra personaggi, lapidi, case, torri: tutte le strade che portano a Dante, attraverso i passi della Divina Commedia. La redazione di WWW.FIRENZEMADEINTUSCANY.COM, sulla scia delle sue proposte esclusive e controcorrenti, per viaggiatori esigenti ed amanti delle curiosità storiche e dei misteri, ma anche dell’arte e della bellezza di Firenze e della Toscana, offre un itinerario virtuale improntato alla scoperta di percorsi suggestivi ed originali, che emozioneranno chi è alla ricerca di una nuova prospettiva e di un altro punto di vista con cui vedere e visitare la città di Dante Alighieri. Il nostro itinerario virtuale si muove sulle tracce di Dante a Firenze, indagando attraverso, i monumenti, le lapidi, i personaggi, le case, le torri, le vie storiche che portano al grande poeta. Tutto, attraverso i passi della Divina Commedia, le iscrizioni sulle lapidi che raccontano la storia di una città in perenne conflitto tra diverse fazioni cittadine, come i guelfi e ghibellini, ma non solo. Trame nascoste e storie di coraggio, ma anche di vigliaccheria. La nostra indagine parte dalla Stazione di Santa Maria Novella e precisamente nella Chiesa di Santa Maria Maggiore, dove è sepolto Brunetto Latini. Qui, troviamo la sua lapide che ricorda l’incontro ultraterreno dantesco con il nobile e letterato fiorentino, mastro del poeta. L’incontro dantesco, raccontato nel canto XV dell’Inferno, avviene sotto una pioggia di fuoco, nel girone dei sodomiti. Da qui, arriviamo a quello che Dante chiamava il “bel san Giovanni”, ovvero il Battistero, sito appunto, in piazza San Giovanni, dove il poeta fu battezzato e che raccoglie ben due lapidi dantesche: quella che ricorda la consacrazione del monumento nel 1059 e quella che testimonia dell’amore e del rimpianto di Dante per la sua Firenze, da cui fu esiliato, con suo sommo dolore. Il battistero, aveva, per motivi di comodità e di sicurezza, un’importanza strategica nei collegamenti con la canonica e con il palazzo vescovile.

Da Piazza San Giovanni, cui facciamo ritorno, ci dirigiamo verso Via de’ Calzaiuoli. La prima parte di questa storica via, oggi piena di negozi e grandi magazzini, si chiamava un tempo Corso degli Adimari, con le sue celebri torri, al numero13 ed al numero 91R, appartenenti ad una delle più potenti famiglie fiorentine del XI secolo, la famiglia Adimari, per la quale il poeta non nutriva particolare simpatia. La Torre del “Guardamorto” si affacciava su Piazza San Giovanni e la sua vista dava sull’antico cimitero che esisteva una volta sulla piazza, distrutta nel 1248 dai ghibellini e rimpiazzata nel 1352-58 dalla Loggia del Bigallo. Alla sinistra di Via de’ Calzaiuoli, all’angolo con Via delle Oche, una targa definisce e ricorda la loggia degli Adimari detta “La neghittosa” e al numero 15 della stessa via, si trova una lapide di rimprovero di Dante alla famiglia Adimari, per la sua vigliaccheria. Infatti, membro di questa fami glia era Filippo Argenti, il cui nome gli derivava dalla superba e ostentata abitudine di far ferrare i cavalli con quel materiale e dipinto nella lapide di Corso 18 come ricco, potente, irascibile e poco virtuoso.

Sempre in Via de’ Calzaiuoli, troviamo tra Orsammichele e Piazza della Signoria, un bel palazzo, un tempo appartenuto famiglia di Guido Cavalcanti, amico e soldale di Dante, come ricorda lo stemma incastonato su uno spigolo della costruzione ed una lapide in memoria di questa amicizia.

Giunti in Piazza della Signoria, un tempo centro, con il Palazzo del Tribunale della Merca(ta)nzia, di ogni controversia commerciale delle varie corporazioni fiorentine, entriamo in via dei Cerchi che all’angolo con via de’ Cimatori accoglie la Torre Galigai e all’angolo con il Canto alla Quarconia, la Torre dei Cerchi. La famiglia Cerchi a Firenze, nel 1200 divenne presto ricca con i commerci ma andò in rovina con le guerre combattute da Vieri, comandante dei feditori prima a Campaldino nel 1289, nelle cui fila combatteva anche il giovane Dante e poi nella guerra civile contro Corso Donati. La famiglia dei Galigai, invece è ricordata in un’altra lapide. Questi ultimi, furono creati cavalieri forse da Carlo Magno, ma in principio erano di umile origine, come infatti indica il nome che significa ” conciatori di pelle”. Sempre su questo incrocio, su una delle torri di famiglia detta “Boccadiforno” un’altra lapide dantesca (Paradiso, XVI) ci ricorda la famiglia dei Della Bella.

Arriviamo così sul Corso a ridosso della porta di San Piero, uno dei centri più animati della città in epoca dantesca, ovvero la seconda metà del duecento. Qui vivevano famiglie importanti come la famiglia Portinari, per intenderci quella della Beatrice dantesca e quella dei Donati. I Cerchi, invece, erano acerrimi nemici dei Donati e al 48r troviamo la torre dei Ghiberti, ed al 46 una delle 6 torri che i Donati avevano fatto costruire su questa via. Sopra il Palazzo Portinari una lapide ricorda Beatrice, la cui famiglia ebbe tra i suoi importanti esponenti Folco di Ricovero, ghibellino, esiliato e perseguitato che nel 1285 fondò l’Ospedale di San Matteo poi divenuto Santa Maria Nuova, e soprattutto padre di Beatrice che abitò in questa casa.

Da via del Corso arriviamo al numero 1 di Via Santa Margherita dove sorge il Museo Casa di Dante, proprio dove c’era la casa degli Alighieri, ove la tradizione vuole che il poeta sia nato e vissuto. Passiamo quindi per la chiesa di San Martino al Vescovo, fondata probabilmente nel X secolo e patronata dalle importanti famiglie della zona come i Donati e gli Alighieri, tradizionalmente luogo indicato per il matrimonio di Gemma Donati con Dante Alighieri. Qui, fu ospitata nel XV la Compagnia dei Buonomini di San Martinoche aveva lo scopo di soccorrere “i poveri vergognosi”, ovvero le famiglie benestanti cadute in disgrazia per via delle lotte politiche, di rovesciamenti economici e altro, i quali, per pudore, non chiedevano elemosine pubblicamente. Da Via Dante Alighieri passiamo verso via del Proconsolo al numero civico 1, dove un’altra lapide dantesca ricorda le campane della Chiesa della Badia che Dante amò e descr isse più volte. Al numero 17r un’altra lapide con i versi del XVI canto del Paradiso ricorda Ugo di Toscana, che come la madre Willa, una delle artefici della preminenza di Firenze in ambito toscano e fondatrice della chiesa, fu personaggio di capitale importanza per questa meravigliosa città e le cui spoglie, riposano nella chiesa della Badia. Il percorso termina in Via Santa Croce con il Monumento a Dante Alighieri eretto in occasione delle trionfali celebrazioni per il cinquecentenario dantesco 1865.

In occasione di quello che si festeggia come compleanno di Dante, il 1°Giugno, La Fondazione Palazzo Strozzi lancia Il Passaporto sulle Tracce di Dante In Toscana.

La pubblicazione è disponibile gratuitamente nei luoghi in versione italiano/inglese o italiano/cinese, sul sito internet di Palazzo Strozzi in versione pdf e nell’applicazione iPhone gratuita Firenze in Tasca, in italiano, inglese e cinese.

 Per visionare l’itinerario completo si può visitare il sito WWW.FIRENZEMADEINTUSCANY.COM

 

 

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Viaggio a Cracovia nel fascino della Polonia

Viaggio a Cracovia nel fascino della PoloniaCracovia una città viva con un suo carattere e una sua anima . Caffè e ristoranti con i tavolini all’aperto, artisti di strada, concerti e un bel mercato dell’artigianato locale, con le bancarelle che vendono prodotti gastronomici locali. E tanti turisti da tutta Europa e dagli Stati Uniti.

Cracovia una delle città della Polonia più significativa a livello culturale e politico. Un luogo veramente da non perdere. Il suo centro storico come pure il quartiere ebraico è gremito di caffè, negozi e pub, ma anche di arte che rende il viaggio affascinante e culturale. Il suo patrimonio architettonico appartiene al passato: le strutture più alte che dominano il paesaggio sono le guglie delle chiese antiche. Come tutta la Polonia, Cracovia è una città molto cattolica, e per questo motivo viene definita come “la città delle cento chiese”, attualmente esistono 119 templi.

La citta si snoda sulla Vistola per culminare nell’mportante Piazza del Mercato una delle più grandi d’ Europa. l Centro storico è intatto e si snoda intorno alla piazza medievale più grande d’Europa. Perfettamente conservata, con pochissime auto, molti bar e ristoranti, la Città Vecchia di Cracovia (Stare Miasto) è considerata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. Dall’alto della collina domina il Castello, un luogo simbolo di tutta la Polonia: qui vivevano e venivano incoronati i sovrani del Regno prima che la capitale diventasse Varsavia. Molte stanze si possono visitare insieme alla Cappella Reale, al Tesoro reale e all’armeria medievale. Nel centro città c’è anche un piccolo ma interessante museo con l’enigmatico e bellissimo dipinto della Dama con l’ermellino di Leonardo da Vinci mentre nei dintorni meritano una visita le miniere di sale e il quartiere di Nowa Huta,
Al suo interno, un tempo, trovavamo il“Palazzo di Città”, un granaio, la gogna, la sede della guardia. Nei pressi c’è il mercato di Sukiennice, che era un punto nevralgico per i mercati dell’Europa intera. In questo mercato si poteva acquistare di tutto: dal pollame, al sale, passando per farina ed olio, fino al piombo.

Un grande monumento da non perdersi è la fortezza che, nonostante le grandi ferite del tempo e degli avvenimenti, è un monumento artistico che ricorda le follie della guerra.

Visitare la città vuol dire anche immergersi nei tantissimi locali dove l’entrata è quasi sempre gratuita anche per le discoteche ed i prezzi sono molto abordabili.  Rapiti dalla bellezza dei posti e dalla semplicità di comunicare con i polacchi, sarà una vacanza eccezionale.

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Ponzaestate, protagonista dell’estate: musica, letteratura e gastronomia

Ponzaestate, protagonista dell'estate: musica, letteratura e gastronomiaProsegue Ponzaestate: musica, letteratura, gastronomia, storia, film e molto altro ancora; fino a settembre le giornate di vacanza al mare saranno incorniciate da spettacoli teatrali, concerti, festival, cabaret, gare sportive e kermesse .

I numerosi eventi per Ponzaestate sono tutti completamente gratuiti. La tradizione, la storia e il mito rivivono nelle tre performance presentate dalla compagnia Top Spin, racchiuse nel titolo “Ponza ai confini del mito”, trilogia teatrale della trasformazione, ideata e diretta da Francesco Maria Cordella, preceduto il 23 e il 24 agosto da “Confinati a Ponza”, la storia dell’ amicizia svanita tra Benito Mussolini e Pietro Nenni scritto da Alberto Gentili. E la kermesse culinaria di Oreste Romagnolo, dove protagonisti – il 9 e l’11 agosto – saranno i prodotti locali e i cibi slow food.

Grande attesa anche per “Onde road”, un modo nuovo di fare musica, non più da un palco, ma tra i vicoli dell’isola per una pluralità di concerti che vedranno numerosi artisti nazionali e internazionali esibirsi “per strada”. Non finisce qui, poi, perché le famiglie con bambini troveranno per la prima volta tre parchi giochi, un trenino lillipuziano e addirittura una pista per il pattinaggio su ghiaccio che regalerà un fascino nuovo a Chiaia di Luna.

Ma sull’isola torna anche Ponza d’autore, la rassegna letteraria per chi ama i libri. Intitolata “Todo cambia”. Spazio anche per i bambini, con il teatro dei burattini della compagnia “Il Pescatore di Stelle” diretta da Ulrike Brokoph (12 e 19 agosto).

Non dimentichiamo la kermesse culinaria di Oreste Romagnolo, dove protagonisti – il 9 e l’11 agosto – saranno i prodotti locali e i cibi slow food.

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In deltapano da Friuli al monte Olimpo

In deltapano da Friuli al monte OlimpoLa meta è il Monte Olimpo in Grecia, la casa degli dei. Il decollo è sul Monte Zoncolan, in Friuli, precisamente dal rifugio Tamai a 1970 metri d’altezza. Il mezzo è il deltaplano, una macchina semplice, eppure magica, che fa volare sulle ali del vento, senza benzina, senza motore, sostituiti dai raggi del sole che scaldano il suolo e creano correnti d’aria ascensionali. I protagonisti sono gli udinesi Suan Selenati, classe 1984, di Sutrio, pilota della nazionale italiana campione del mondo in carica, e l’amico Manuel Vezzi, classe 1981, di Verzegnis, che dovranno sfruttare queste correnti per salire più in alto possibile, lassù nel cielo infinito, e da là avanzare in planata, sperando di trovare altre correnti per tornare ancora in quota e procedere via così lungo la rotta stabilita, sorvolando tutti i Balcani, montagne e pianure, foreste e villaggi, 1500 chilometri attraverso Italia, Slovenia, Croazia, Bosnia, Montenegro, Serbia, Bulgaria, Macedonia ed infine la Grecia. Un’impresa epica, il volo più lungo mai realizzato con un deltaplano. La data di partenza il 10 agosto. Quella d’arrivo non è dato sapere. Forse 25 giorni dopo, forse 50, se le condizioni meteo saranno avverse, tutto è incerto, vago. Di sicuro c’è la loro determinazione, il loro entusiasmo e lo scopo, quello di proporre il volo libero come sport olimpico. La coppia di piloti sarà seguita a terra da una terza persona che trasporterà i materiali necessari alla sopravvivenza ed i deltaplani tra una tappa e l’altra, da un atterraggio ad un nuovo decollo sulle montagne più sperdute. Grazie alla tecnologia Live Tracking, sarà possibile seguire i due volatori in tempo reale su Google Earth. Il materiale raccolto durante il viaggio dalle telecamere montate sui mezzi sarà utilizzato per un film di circa un’ora.

Archiviata la bella impresa degli azzurri ai mondiali in Bulgaria, è iniziato a Meduno (Pordenone) il campionato italiano di parapendio organizzato dall’Associazione Sportiva Valinis. Si concluderà l’8 agosto dopo sei giornate di gara. I piloti iscritti ammontano a 130, compreso un nutrito numero di stranieri da circa venti nazioni, grazie alla formula “open” adottata. Il cuore della manifestazione è nei pressi di Meduno, località conosciuta ed apprezzata dagli appassionati di volo libero in deltaplano e parapendio per i dolci pendii erbosi e per l’aerologia che garantisce buoni voli a principianti ed esperti. I decolli dei mezzi, secondo le condizioni meteo della giornata, avverranno dal monte Valinis Monte Valinis (1.101 m) sovrastante Meduno, da Piancavallo nelle Dolomiti Friulane, oppure dal Monte Quarnan (1.180 m) sopra Gemona.

Per ulteriori informazioni sul volo ZONCATAN-OLIMPO di parapendio contattare
Suan Selenati – 329 8027672 – suan22 (AT) inwind.it
Sito ufficiale   http://www.suanselenati.com/

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Madeira: una vacanza rigenerante

Madeira: una vacanza rigeneranteScegliere una vacanza dove le infinite bellezze del territorio si uniscono al benessere fisico, Madeira è l’ideale. Madeira, assieme a Porto Santo, sono le isole più grandi dell’omonimo arcipelago portoghese. Qui possiamo trovare fiori rarissimi, stupende spiagge bagnate da acque limpidissime e approfittare di centri benessere per i trattamenti talassoterapici oppure della originale vinoterapia, con una vasta possibilità di trattamenti a base dell’ottimo vino di Madeira, forte e corposo, dalle proprietà anti age e antiossidanti.

A Funchal, una fra le città  più belle del Portogallo, che si affaccia su un ampio golfo, si trova un rinomato Centro per il benessere vinoterapico, la Spa dell’Hotel The Vine.  Nel Centro vengono proposti trattamenti specifici per il corpo, quali  il Red Wine Divine Bath, un bagno anti age dove si ci immerge in una vasca di rovere riempita con acini d’uva e foglie di vite, in combinazione con olii essenziali, oppure il Madeira Wine Massage, che utilizza componenti a base di uve come il merlot e il cabernet per favorire il ringiovanimento e la morbidezza della pelle. Sull’isola di Porto Santo, invece si può godere dei famosi trattamenti a base di sabbia e acque del mare che, ricche di iodio, calcio e magnesio, che permettono di reintegrare i sali minerali che il corpo perde a causa dello stress e dalla stanchezza.

Madeira offre anche una natura incantevole che spazia dalla suggestiva Foresta Laurissilva, alle piscine naturali, dalle scogliere a strapiombo, alle bellissime calette di sabbia dorata; ma fra tutte queste suggestive bellezze, spiccano fiori e piante di ogni tipo, come le orchidee, che, secondo la leggenda è originaria di quest’isola.

Non lasciamoci, però, sfuggire le vestigia storiche  e culturali dell’isola che si trovano lungo le coste e, oltre a Funchal, nelle altre graziose cittadine, come Vila Baleira, Machico, Câmara de Lobos, Santa Cruz e Santana. Conventi, chiese, antichi palazzi, fortificazioni, torri d’avvistamento e altri monumenti, sono testimonianze del passato di queste suggestive isole  portoghesi.

Anche l’artigianato locale e l’enogastronomia fanno parte delle cultura isolana. Bellissimi sono i prodotti tessili, come coperte e tappeti interamente realizzati e ricamati a mano, come pure oggetti in vimini e in terracotta. Per quanto riguarda la gastronomia locale, molte specialità sono squisiti piatti a base di pesce di ogni tipo e frutti di mare, come il trancio di tonno con miglio fritto, accompagnati dal fiore all’occhiello dell’isola, il famoso Vinho da Madeira prodotto da vigneti autoctoni.

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