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Daily Archives: August 7, 2012

Nel golfo di Napoli l’isola di Capri e Anacapri: Capri di sopra

Nel golfo di Napoli, esistono tre perle: Procida, Capri ed Ischia.

L’isola di Capri è un luogo indimenticabile per le sue suggestioni e per la particolarità dei suoi luoghi. L’isola è stata abitata sin dalle epoche più remote e l’imperatore Tiberio ne fece la sua dimora per circa dieci anni. Oltre al comune di Capri, si trova Anacapri cioè “la Capri di sopra”.

A Capri dove un caffè nella mitica Piazzetta si può passeggiare lungo le vie dello shopping per poi visitare i giardini di Augusto e Anacapri. Le spiagge di Capri, note per la loro bellezza, sono frequentate da tanti personaggi del mondo dello spettacolo. Marina piccola, è uno degli arenili più conosciuti e vi si può arrivare anche a piedi. Marina grande è l’arenile, costituito da soli ciottoli, più esteso dell’Isola.

Una delle grandi attrattive di Capri sono i Faraglioni.Si tratta di tre scogli che emergono dalle acque, proprio in prossimità della costa. Il primo è chiamato Stella, il secondo Faraglione di mezzo ed il terzo Scopolo. Su questi monumentali scogli, vive la lucertola azzurra. E’ una lucertola che presenta sul corpo un particolare colore blu.

Imperdibile la spiaggia dei bagni di Tiberio, chiamata così perché affiorano i resti della villa costruita dall’imperatore Tiberio. Vi si può arrivare o a piedi, partendo da Marina piccola, oppure via mare con un’imbarcazione.

Per gli appassionati di escursioni, esistono tantissime possibilità di camminare immersi nella natura e godere di un paesaggio unico. Sentieri con difficoltà differenti portano alla scoperta di luoghi poco frequentati dai turisti che mantengono inalterata la loro bellezza.

Il soggiorno in questa splendida isola si arricchisce con la visita di Anacapri. Anacapri si trova nella parte occidentale rispetto a Capri. Tra i luoghi di pregio architettonico, citiamo il castello Barbarossa, risalente al X secolo. E’ stato edificato con funzioni difensive infatti, serviva ad avvistare i saraceni intenzionati a depredare Anacapri.Per accedere a questo suggestivo borgo  da la Marina grande di Capri esiste una magnifica scalinata greca che è stata costruita scavando la roccia.

 La grotta azzurra è una località molto nota e rinomata per il mare cristallino; ha una profondità di ventidue metri e si trova a Marina piccola. Nelle vicinanze, Gradola una spiaggia bellissima e poco frequentata. La grotta azzurra è chiamata così in onore del colore del mare. Alla grotta si può arrivare  via mare con uno dei numerosi barconi che effettuano il servizio; sono tantissimi i turisti, italiani e stranieri, ammaliati dal colore dell’acqua e dalla bellezza di questa grotta.

 

 

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Les Fetes Napoleoniennes

Ajaccio, città che si affaccia su uno dei più bei golfi del Mediterraneo, circondata da montagne dove la neve invernale resiste fino a primavera.Capoluogo di un isola, la Corsica, ricca di testimonianze storiche e dove si possono trovare angoli paradisiaci incastonati nella natura mediterranea. I questi bellissimi posti pervasi da un  clima mite,  perché non vivere  per una volta à l’ajacenne?

Al mattino si può gironzolare al Porto Vecchio, assaporando l’atmosfera cittadina nei mercati pieni di vita e nelle viuzze della città vecchia, dove dimore signorili fanno da cappello. Poi si possono frequentare spiagge di sabbia bianca, dove si può gustare il piacere di un bagno in mare fino ad autunno inoltrato e, la sera, godersi il tramonto che tinge il cielo di rosso, dove si stagliano le magiche Isole Sanguinaires.

Lasciando il mare, si ci può incamminare sullo Chemin des Crétes (sentiero delle creste), che si snoda in dolce pendenza attraverso una  macchia fatta da piante di fichi d’India e lecci. Da lì si domina Ajaccio, il golfo e infine le isole Sanguinaires; in aggiunta si può visitare il parco A Cupulotta nella valle della Gravona, primo centro europeo di ricerca sulle tartarughe.

Ottime anche le specialità locali come l’ambruciata, torta a base di formaggio Brocciu delicatamente aromatizzato col limone o i formaggi di capra e di pecora delle valli della Gravona e del Taravo, il tutto accompagnato con vini doc di Ajaccio.

Quest’anno, il 15 agosto, oltre alla festa dell’Assunta, ricorrerà il 242° anniversario della nascita di un suo citadino illustre: Napoleone Bonaparte. Le Fetes Napoleoniennes inizieranno il 12 agosto, con parate militari, dove i figuranti indosseranno le divise del periodo imperiale. In questi tre giorni vi saranno concerti,  spettacoli e degustazione di specialità corse che culmineranno la sera di ferragosto con spettacolari fuochi d’artificio nella baia di Ajaccio. Quest’anno la manifestazione sarà arricchita anche dal musical l’Aiglon, che narra il tragico destino del figlio unico di Napoleone Bonaparte e dell’arciduchessa Maria Luisa d’Austria.

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Palmi Festa di San Rocco Storia e programma 14-16 agosto

San Rocco viene venerato con manifestazioni di autentica fede religiosa che affondano le loro radici in antichissimi riti popolari, in cui si mescolano misticismo e paganesimo. Veneratissimo nei diversi paesi della Calabria, a lui si dedicano, ogni anno, alcuni giorni di festa tra il 14 e il 16 agosto. Il Santo di Montpellier, il quale finì la sua vita a Palmi nel 1327, per aver contratto la peste assistendo gli ammalati, proprio in questo centro dell’omonima Piana, in provincia di Reggio Calabria, viene maggiormente onorato sin dal ‘600, quando in suo onore venne costruita un chiesa.

Nel giorno della festa, molti devoti si recano in chiesa e donano ex voto di cera che ricordano la guarigione di una parte del corpo dell’offerente. Momento più solenne della Festa di San Rocco a Palmi è senza dubbio l’uscita del Santo per le vie cittadine. Portata a spalla da 30 uomini, mbuttari, la statua è collocata su di una base in legno chiamata in dialetto locale varetta e adornata di bellissimi fiori. Il corteo è aperto dal Palio e dal complesso dei tamburinari, ma i protagonisti della manifestazione religiosa sono gli spinati, i penitenti: coloro i quali sciolgono un voto o chiedono una grazia , sono fedeli che per ex-voto promettono al Santo, in cambio della grazia, di vestire per tutto il percorso una cappa di spine, spalas, a torso nudo e a braccia incrociate per stringere un’immagine del santo, oppure una corona di spine a ricordo di quella indossata da Gesù Cristo sulla Croce.

Programma

Festeggiamenti in onore di San Rocco: III edizione Raduno dei Giovani Tamburinari

Corteo notturno dei Giganti Mata e Grifone – inizio ore 18.00 P.zza I Maggio, a cura

del Comitato S.Rocco, con il patrocinio del Comune di Palmi e della Provincia di Reggio

Calabria;

– Spettacolo Musicale dell’Ass. Controritmo – “Raccontando Fabrizio De Andrè”

Piazza I Maggio ore 22.00; a cura dell’Amministrazione comunale;

– Festa dei ‘Mbuttaturi della Varia : ore 21.00 P.zza Libertà – P.zza San Rocco,

Spettacolo Musicale a cura dell’Associazione ‘Mbuttaturi della Varia e del Comitato

San Rocco; con il patrocinio dell’Amm. Comunale;

Estemporanea di Pittura “Palmi tra tradizione, folklore e paesaggi” – Villa

comunale inizio ore 15.00; a cura dell’Associazione F.I.D.A.P.A. sez. di Palmi, con il

patrocinio dell’Amministrazione comunale;

Spettacolo Musicale “Stefania Lombardo” – Villa Comunale ore 21.30; a cura

dell’Amm. Comunale e della Pro-Loco;

Mer. 15 Ago – Spettacolo Musicale Ass. Leonida “Bella Terra Mia con Beppe De Francia” P.zza I

Maggio ore 22.00; a cura dell’Amm. Comunale;

Spettacolo di Giochi di Prestigio del Mago Melanio – Villa Comunale ore 21.30; a

cura dell’Amm. Comunale e dell’Ass. Pro-Loco;

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A San Salvatore di Sinis: la Corsa degli Scalzi festeggiamenti dal 24 agosto prossimo al 3 settembre

San Salvatore sorge lungo le strade che da Oristano portano alle splendide spiagge del Sinis sull’ampio specchio di mare tra Capo Frasca e Capo San Marco, agli stagni di Mistras  e agli scavi archeologici di Tharros. Il villaggio si è formato tutto intorno all’ipogeo di età nuragica, dove veniva praticato il culto delle acque e poi, con l’avvento in Sardegna della religione cristiana e con la colonizzazione romana dell’Isola, è andato via via estendendosi.

Ed è proprio a San Salvatore che si dedicano riti ed onori dal 24 agosto prossimo al 3 settembre.

La leggenda racconta che le origini della manifestazione risalirebbero all’impresa di un gruppo di giovani, abitanti di San Salvatore, che nel 1506, dopo aver abbandonato il villaggio stanchi delle incursioni moresche che interessarono questo territorio per un lungo periodo di tempo, tornarono in dietro per sottrarre il simulacro del Santo al saccheggio degli invasori, trascinandosi delle frasche per simulare un grosso manipolo di armati e per metterla al sicuro ed in custodia nella chiesa  di Santa Maria Assunta a Cabras, luogo poco distante. I Mori, a causa del polverone sollevato nella corsa dai pochi abitanti, credettero di aver di fronte un esercito possente e numeroso, così si dettero precipitosamente alla fuga. Il simulacro del Santo tornò allora a casa, ma ogni anno in questa data, l’episodio è rievocato per ringraziare il San Salvatore di aver protetto il paese dall’invasione.

Sabato 1 settembre, all’alba, questa immensa processione a piedi nudi prende il via dalla chiesa Maggiore di Cabras, paese a cui oggi appartiene il villaggio di San Salvatore, da dove un corteo di donne in costume preleva il simulacro in legno del Santo, Santu Srabadori per condurlo nella chiesa del villaggio laddove i riti religiosi si susseguono per nove giorni.

Il medesimo rituale si svolge la domenica seguente, giorno della festa solenne. Al tramonto il simulacro del Santo, assieme al suo gonfalone, è riportato indietro da is corridores, tra  canti sacri (is coggius) e scoppi di mortaretti. L’itinerario contrario si conclude all’ingresso del paese di Cabras, dove attende un’immensa folla che darà vita a una processione che si concluderà di fronte al sagrato della  chiesa  di Santa Maria Assunta. Il rito della corsa degli Scalzi, oltre a commemorare l’antico storico episodio, vuole contemporaneamente essere una preghiera della popolazione tutta  al fine di ottenere la fertilità della terra, un  buon raccolto e una buona pescosità  negli stagni .

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Albenga: una visita consigliata a tutti. Alla scoperta del grande patrimonio librario del seminario

ALBENGA- Anche d’estate la Biblioteca del Seminario vescovile di Albenga non finisce di stupire: studenti, turisti, fedeli e semplici curiosi la visitano con grande entusiasmo per la quantità di opere interessanti e di pregio che contiene. Particolare e davvero ricchissima è infatti la collezione di libri antichi di questa biblioteca che non è solo religiosa, ma spazia in molti ambiti: si tratta di volumi che vanno dal XVesimo al XIXesimo secolo, e che trattano gli argomenti più vari: dalla teologia agli studi biblici, dalla botanica alle discipline giuridiche. Fra le migliaia di interessanti volumi spiccano però due “ chicche”: il “Leonardo di Chio” e la “Spiegazione del Vangelo in lingua cinese”.
Il codice autografo redatto da Leonardo di Chio, arcivescovo di Mitilene ma originario di Genova, è il libro più antico del Seminario; nel colophon è riportata la data con cui si conclude la trascrizione: 22 dicembre 1446.
“ Il volume – dice la responsabile della Biblioteca Valeria Moirano- contiene alcune opere di Leonardo di Chio, scritte in bella grafia umanistica: sulle pagine sono ancora evidenti i segni della squadratura del foglio, operata con due linee verticali, oltre le quali non era prevista la scrittura, ma solo l’inserimento di correzioni, glosse e commenti. Sono presenti alcuni capilettera, ed in particolare la notevole “P” che rappresenta l’incipit del trattato “De statu hominis”. Il capolettera non aveva allora una mera funzione estetica, ma introduceva alla lettura del testo, indicando visivamente al lettore il tema principale dell’opera. In questo caso, nella “P” si può notare il volto roseo dell’uomo, creato ad immagine e somiglianza di Dio, ma sempre tentato dal peccato e dal male (il serpente), un male che però non ha la vittoria definitiva, in quanto il pesce, da sempre simbolo cristologico, lo divora, impedendone l’opera di corruzione”.
Degno di nota è anche il volume, stampato in ideogrammi cinesi, dotato di un titolo apposto in lingua italiana: “ Si tratta – prosegue la Moirano- delle “Spiegazioni del Vangelo in caratteri e linguaggio cinese”. Il libro, appartenuto a Padre Antonio Moretto, Minore Osservante Riformato di S. Lorenzo di Stellanello, reduce dalla Cina nel 1851 dopo nove anni di permanenza in quel regno nella qualità di Missionario Apostolico, può a giusto titolo essere definito uno strumento di evangelizzazione. Esso permette la conoscenza di una cultura, quella orientale, caratterizzata dalla scrittura ideografica, da una particolare carta fatta anche con una componente di seta, da un’originale legatura del libro, molto diversa da quella in uso nel mondo occidentale, ma ugualmente resistente. Il valore del volume va al di là di tutto ciò, esso risiede piuttosto nel suo essere testimonianza evidente della natura missionaria della Chiesa che “per essere sacramento universale di salvezza si sforza di portare l’annuncio del Vangelo a tutti gli uomini”.
La Biblioteca del Seminario di Albenga, che annualmente organizza numerose ed importanti iniziative culturali, è anche visitata ogni anno da decine scolaresche del comprensorio ingauno e da migliaia di studenti. L’ orario di apertura al pubblico è dalle 9 alle 15, nei giorni di martedì e giovedì.
CLAUDIO ALMANZI

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