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Daily Archives: July 1, 2012

Arborea: 7 ed 8 luglio Festa delle Etnie, piatti e prodotti tipici in piazza!

Arborea: 7 ed 8 luglio Festa delle EtnieArborea, arriva la festa delle Etnie. Uno dei principali appuntamenti estivi di Arborea e della provincia di Oristano. Il 7 e l’8 di luglio è grande festa enogastronomica, i veri protagonisti saranno i prodotti di Arborea ed una quantità infinità di  formaggi, prodotti ortofrutticoli, carni e vini della tradizione sarda e non solo.

La festa delle Etnie di Arborea nasce dalla volontà di unire tutti i gruppi etnici che convivono della ridente cittadina del Campidano di Oristano.

Arborea, ricordiamo è una cittadina giovane, ha meno di 100 anni ed è nata solo nel 1928, quando in quell’angolo di Sardegna vengono mandati i cittadini di Veneto, Friuli, Emilia Romagna, Sardegna per bonificare e lavorare le terre bonificate.  E, la festa delle etnie porta in piazza cibi e tradizioni che arrivano proprio da Veneto, Friuli, Emilia Romagna ed ovviamente Sardegna. Un tripudio di gusti e sapori.

Regina della festa questo anno è la seadas, una sfoglia sottile con cuore di formaggio e una copertura di miele piatto speciale presente in ogni festa e non della Sardegna.

Per il Friuli il piatto dell’anno è invece il pollo fritto: tagliato a pezzi, impanato con latte farina e senape, servito con le patatine. Il Veneto, porta in tavola la  luganega, una speciale salsiccia, cucinata con cipolla e cosce di pollo in umido con polenta. L’Emilia Romagna arriva invece con la trippa alla parmigiana. Special guest sarà un piatto laziale ovvero i bucatini all’amatriciana.

Non poteva mancare un piatto targato Coldiretti, ovvero il Piatto di Campagna Amica che presenta  i ravioli di ricotta al pomodoro e basilico.

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Vacanza a Lipari Natura, divertimento, cultura

Lipari la vacanza di mare e natura si combina con le tante possibilità di divertimento e cultura, mentre Salina si addice maggiormente a chi ha con sè la famiglia. Chi invece cerca pace e relax veramente esclusivo, deve far rotta ad Alicudi e Filicudi. Panarea, eletta residenza estiva da molti vip, offre musica, locali notturni ed ogni tipo di divertimento.

Lipari è la più grande delle Eolie, si presenta a strapiombo sul mare, un piccolo paradiso a sud di Italia.

La sua cittadina sorge ai piedi della  rocca del Castello. Un territorio modellato da 12 vulcani,  la loro presenza è ben visibile nella Valle Muria, dalle rocce rosse, e nella costa nord-orientale, coperta da una vasta colata di pomice, una bianca montagna con tre  colate di ossidiana nerissima della Forgia Vecchia, delle Rocche Rosse, e di  Canneto. Affascinanti le vetrine dove luccicano i gioielli di ossidiana, la pietra simbolo dell’isola.

A Lipari la via principale è Corso Vittorio Emanuele, conosciuta dagli abitanti semplicemente come “Il Corso”. La via più caratteristica e storicamente più popolare è però Via Garibaldi, da cui si dipartono numerosi vicoli che la rendono più suggestiva. Essa congiunge il castello con Piazza Ugo di Sant’Onofrio, detta “Marina Corta”. Un’altra strada importante è Via Francesco Crispi, nota come “Marina Lunga”, un lungomare che collega il paese di Lipari con la frazione Canneto.

Sull’isola si giunge solo con aliscafi o traghetti che fanno la spola quotidianamente, qui, il turista riceve un’accoglienza molto familiare, e, le proposte ricettive sono tutte molto accoglienti.

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Le Isole Eolie perle del Mediterraneo

Le isole Eolie, Lipari, Vulcano, Salina, Pantelleria, Stromboli, Alicudi e Filicudi, sono sette isole al largo della Sicilia, nella sua costa occidentale, unite dalla comune natura vulcanica, ma così diverse per il resto che ci appare così variegato in questo tratto di mare. Tutto intorno il profumo degli orti, il canto delle cicale tra gli ulivi millenari, le morbide vigne, il giallo delle ginestre ed il profumo dei gelsomini. Ogni giorno potremo godere del maestoso spettacolo di quest’ angolo di paradiso dichiarato dall’Unesco patrimonio dell’umanità.

Secondo la mitologia greca, Eolo, dio dei venti, approdò su queste isole, diede loro il nome e vi si stabilì; il dio riusciva a prevedere le condizioni del tempo osservando la forma delle nubi provenienti da un vulcano attivo, probabilmente lo Stromboli e, questa sua abilità di conoscere gli eventi meteorologici, ma anche di controllarli, era molto importante per gli isolani che erano in gran parte pescatori, così Eolo si guadagnò grande popolarità nell’arcipelago e ne  divenne il suo principe.

Quando Ulisse, reduce dalla guerra di Troia, approdò alle  isole Eolie, Eolo lo ospitò e gli fece dono dell’otre di pelle dentro il quale erano rinchiusi i  venti contrari alla navigazione. Fu il successore di Eolo che diede secondariamente il nome a Lipari. Le presenze antiche vi stanziavano per lavorare l’ossidiana, la nera pietra vulcanica, tanto resistente quanto malleabile.

Sull’Arcipelago delle Eolie si respira a fondo l’energia degli elementi fondamentali della natura: acqua, aria, terra e fuoco Sì, proprio il fuoco che ha plasmato, più di due milioni fa, queste isole che noi possiamo oggi ammirare nella parte emersa; infatti solo chi pratica immersioni, potrà godere dello scenario abissale del paesaggio sottomarino.

In tutte le Eolie cresce una rigogliosa macchia mediterranea a cui si alternano deserti di lava e vapori, così differente da caratterizzare e farci distinguere le isole: Stromboli nera di giorno e rossa di notte; Panarea con le bianche case in contrasto al nero vulcanico; Salina immersa nel verde; Lipari in un turbinio luccicante di bianco e nero; Alicudi ricoperta di felci ed eriche; Vulcano tra le sabbie nere delle sue spiagge.

Lipari la vacanza di mare e natura si combina con le tante possibilità di divertimento e cultura, mentre Salina si addice maggiormente a chi ha con sè la famiglia. Chi invece cerca pace e relax veramente esclusivo, deve far rotta ad Alicudi e Filicudi. Panarea, eletta residenza estiva da molti vip, offre musica, locali notturni ed ogni tipo di divertimento.

 

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Viaggio attraverso le Cinque Terre

 Il territorio delle Cinque Terre costituisce una delle più importanti attrazioni turistiche della zona ligure e della costa tirrenica ed è parte integrante del Parco Nazionale delle Cinque Terre e dell’area dichiarata dall’ UNESCO Patrimonio mondiale dell’umanità .

Le Cinque Terre costituiscono una delle principali attrattive turistiche della  riviera spezzina, e in generale della Liguria, per il loro contesto orografico collinare naturalmente aspro ed accidentato, addolcito dalla costruzione di terrazzamenti per la coltura.

Le Cinque Terre, una costa rocciosa racchiusa tra due promontori, cinque paesini arroccati su speroni di pietra in minuscole insenature,le ampie estensioni di viticoltura, un paesaggio unico al mondo a strapiombo su di un mare cristallino; sentieri sui colli percorribili a piedi, passeggiate tra i borghi, gite in barca, visite a santuari. Riomaggiore, Corniglia, Manarola, Vernazza, Monterosso, sono i cinque paesi che formano Le Cinque Terre, sospesi tra mare e terra, aggrappati su scogliere a strapiombo e collegati tra loro dalla Via dell’Amore, uno dei sentieri più celebri d’Italia.

Il sentiero, è nato per caso, durante i lavori di ammodernamento della linea ferroviaria locale; nel periodo estivo la Via dell’Amore rappresenta la migliore via di accesso per un tuffo in mare dalle scogliere che si allungano ininterrottamente tra i due borghi delle Cinque Terre. Nel percorso si possono ammirare vari tipi di vegetazione quali agavi, pitosferi, fichi d’India, viola ciocca, ruta, mentre l’ultimo tratto e’ caratterizzato da un lungo spiaggione di ghiaia e ciottoli che vanno sostituendosi al nudo scoglio.

Ancora oggi le Cinque Terre sono un’area incontaminata, un luogo di natura e profumi selvaggi.

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Soggiorno ad Amalfi in un vero spettacolo

D’estate Amalfi è la capitale della mondanità e del divertimento con innumerevoli manifestazioni, ma in tutto il resto dell’anno il clima mite rende dolci le lunghe passeggiate e la città offre, con le sue frazioni, dette “casali” impareggiabili bellezze e stupendi panorami.

Amalfi, centro cosmopolita aperto sul Mediterraneo, fu una delle città marinare e proprio a quel periodo risale il codice di diritto marittimo noto come Tavola amalfitana, un testo che contiene sorprendenti notizie a riguardo dell’avanzata e progredita società marinara amalfitana.  Alla vigilia del secolo scorso, la costa di Amalfi fu riscoperta come ricercata meta turistica e, negli anni ’60, in estate, molti registi, artisti d’ogni genere ed avventurieri sono passati per la città e la costa.

Amalfi bisogna viverla per conoscerla, ma bisogna soprattutto scoprirla, perché ha sempre qualcosa di nuovo da mostrare. Un gioiello di grande suggestione il Duomo, il monumento della costa più conosciuto nel mondo. Dedicato a Sant’Andrea è un complesso architettonico costituito da due basiliche accostate e comunicanti in stile arabo-siciliano.

Ad Amalfi  veramente spettacolare è la Grotta dello Smeraldo , un ricamo di luce  che il mare riproduce  in un  blu cobalto che cede il passo al turchese ; ricca di colonne, stalattiti stalagmiti dalle forme bizzarre,che creano un ambiente incantato

Infine la riserva naturale “Valle delle Ferriere“. I botanici conoscono questa riserva per la presenza di una pianta rara in Europa, la Woodwardia radicans, ma la riserva è anche l’habitat di diverse specie di Orchidee.

 

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Estate sulla costiera amalfitana

La costiera amalfitana è un tratto di costa famoso in tutto il mondo per la sua bellezza naturalistica, sede di importanti insediamenti turistici. La città di Amalfi è il nucleo centrale della Costiera amalfitana, non solo geograficamente, ma anche storicamente.

La riviera Amalfitana è la terra in cui si uniscono la montagna ed il mare,  un paesaggio incantevole dalle forme sinuose e seducenti. Qui mare e terra si fondo a creare un paesaggio suggestivo ed inimitabile. Tra profumi intensi dei limoneti, dei vigneti, delle ginestre, i colori  sgargianti delle piante fanno di questi luoghi il cuore di una terra definita il “Giardino d’Europa”, dove fioriscono cultura e tradizioni.

 La Divina Costiera è una delle località più ambite dai turisti di tutto il mondo, tra luoghi dalle superbe bellezze paesaggistiche e scrigni colmi di storia. Tredici sono le perle di questa terra che regalano al turista il desiderio ardente di ritornare in questo piccolo paradiso: VietriCetrara, Maiori, Tramonti, Minori, Atrani, Ravello, Scala, Conca dei Marini, Furore, Praiano, Positano, ma senz’altro  il centro più noto è Amalfi.


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Calabria Costa Ionica La riviera dei gelsomini Una vacanza profumata

La Riviera dei Gelsomini, battezzata con il nome di un fiore, tipico del paesaggio dell’alto Jonio calabrese,  si snoda per un centinaio di chilometri in provincia di Reggio Calabria, con arenili bassi e sabbiosi, racchiusi spesso tra alte rocce che si tuffano nel mare cristallino.Un breve tratto di costa dove sono concentrate straordinarie bellezze naturalistiche e architettoniche che testimoniano un passato glorioso e travagliato.

La Riviera dei Gelsomini serpeggia lungo il mare offrendo scorci di paesaggi spettacolari, in una parte di quella vasta aerea conosciuta come Locride. Costeggiando la statale, verso la punta meridionale della Calabria, tra scorci spettacolari sul mare, si raggiunge Riace, paese diventato famoso in tutto il mondo per il ritrovamento dei Bronzi, oggi esposti al Museo Nazionale di Reggio Calabria.

Più avanti ai piedi di un costone roccioso, tra alture e spiagge, si intravede Roccella Ionica, ove il suo castello oggi  è lo sfondo del Festival Jazz, manifestazione che in agosto attira turisti ed amatori di questo genere musicale di ogni parte d’Europa. Sul suo lungomare svettano due colonne di porfido egiziano che pare appartengano all’Ara di Castore e Polluce, i mitici cavalieri protettori di Locri.

Gioiosa Jonica, a pochi chilometri più a sud, è oggi un rinomato centro turistico per il suo mare pulito e le bellissime spiagge ed il suo splendido lungomare.

Ed ecco Locri, una delle più importanti città della Magna Grecia. Un altro borgo interessante, lungo la costa dei Gelsomini è Bianco, che deve il suo nome alle coste argillose su cui sorge.  Ultimo centro costiero della Riviera è Palizzi, paese di origine greca  su una costa  alta, frastagliata e selvaggia, caratterizzata da massi di granito e arenaria che racchiudono piccole spiagge sabbiose con alte dune protette dalle bianche colline di calcare.

 

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Calabria La costa dei cedri Da Scalea alla bianca Tropea

Nella Calabria tirrenica la costa dei Cedri è il tratto costiero che da Scalea, in un susseguirsi di coltivazioni di cedri, raggiunge la cittadina di Paola, in provincia di Cosenza, tra il mare, il Pollino e la Sila.

Sul promontorio di Capo Scalea con le sue case su terrazze che degradano verso il mare sorge Scalea e  ad una cinquantina di chilometri,tra le colture di cedri ed affacciate sul Tirreno sono i centri di Cirella e Diamante e l’Isola di Citrella ricoperta di una fitta vegetazione di macchia mediterranea. Il litorale di spiaggia sabbiosa si allunga sino a Cetraro maritma. Ed ecco Amantea, un centro abitativo di alto valore storico per le sue origini preindoeuropee. Il paese diviso in due parti distinte, uno sul mare, l’altro nella collina dominata dalle rovine di un castello, è un centro balneare della provincia di Cosenza molto popolare per il turismo.  Il tratto di costa a sud di Amantea è punteggiato da numerosi belvedere da cui si possono scorgere scorci paesaggistici veramente eccezionali sugli scogli di Coreca.

Così, lungo un centinaio di chilometri si arriva a Pizzo Calabro che, insieme a Nicotera, apre la porta alla costa degli Dei e alla regina del turismo calabrese: Tropea.

Bella nelle sue strutture architettoniche Tropea possiede un centro storico di antiche chiese e palazzi signorili. Non solo arte in questa splendida cittadina ma spiagge bianche e mare cristallino. La spiaggia cittadina, che domina la parte settentrionale del lungo mare, è una delle più belle di tutto il litorale tirrenico. Particolari nelle strutture e nei gioielli di opere d’arti i piccoli borghi di Parghelia e Torre Galli.

Oltre le candide spiagge e le baie di Riaci e Formicoli, si protende, verso le Isole Eolie, il magnifico promontorio di Capo Vaticano , dividendo i due golfi di Gioia Tauro e di Lamezia Terme.  L’arenaria, il granito, le spiagge, la macchia mediterranea dipingono il paesaggio di scorci meravigliosi. Qui il mare nasconde un patrimonio ittico e botanico fra i più interessanti d’Italia.

A segnare l’estremo sud della costa degli Dei è Nicotera che sovrasta la scogliera a strapiombo sul mare le cui spiagge aprono le porte alla Costa Viola.  I tornanti che dominano questo tratto di costa tirrenica conducono al Bagnara Calabra e, proseguendo verso sud, si arriva al promontorio che ospita la bella Scilla. Le case scendono a gradinata e alla cui estremità del promontorio si apre il porticciolo che ospita le ormai poche spatare, particolari barche per la pesca del pesce spada.

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Siviglia e la Feria de Abril

Siviglia è la più grande città dell’Andalusia, anima della regione e incarnazione del famoso modo di vivere andaluso. È una città che resta nel cuore per le sue bellezze artistiche, ma soprattutto per la vitalità che emana passeggiando attraverso le strette viuzze dei suoi ‘barrios’. Siviglia è visitabile durante tutto l’anno,  anche se il periodo migliore per visitarla è in primavera, quando celebra la sua più grande festa cittadina: la ‘Feria de Abril’. Un evento unico, dalle mille curiosità, che richiama miglia di turisti.

La Feria de Abril si svolge nell’area fieristica del Barrio de Los Remedios per sei intense giornate, durante le quali si rende omaggio alla cultura popolare andalusa. La fiera viene preparata con l’allestimento di oltre 1000 ‘casetas’, e padiglioni  ai bordi delle strade, adornati di fiori, bandierine elanterne di carta. Dentro a queste casette la gente si ritrova permangiare, bere, ballare e divertirsi. Un fascino irresistibile tra le belle donne sivigliane di ogni età ballano il flamenco. La fiera si protrae fino a sera inoltrata Nelle ‘casetas’ della Feria si mangiano i piatti tipici andalusi come il bacalao, il gazpacho, il chorizo, il pescaido frito e si beve tinto de verano, una bibita leggermente alcolica diffusa più della sangria.Durante la Feria i toreri migliori e più famosi si esibiscono nell’Arena di Plaza de Toros de la Real Maestranza  la più antica arena di tutta la Spagna coi suoi 263 anni.

È possibile partecipare anche ad un tour guidato visitando il Museo de la Real Maestranza in cui sono conservati abiti, costumi, foto e dipinti che raccontano la passione del popolo spagnolo per l’arena, oltre alla cappella de la Virgen del Baratillo.

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Ferrara la bella nel cuore dell’Emilia

Ferrara è ancora una città a misura d’uomo.Il suo magnifico cuore e si visita facilmente a piedi o in bicicletta, d’altra parte il centro storico è chiuso al traffico. Il centro storico della città rappresenta dunque uno degli esempi meglio conservati di città medioevali, caratterizzato perciò da un vasto numero di monumenti, palazzi, chiese e strade storiche, ad iniziare dal Castello Estense, edificio in mattoni a pianta quadrata dotato di quattro torri difensive con altane e circondato da un fossato colmo d’acqua che lo rende, a tutt’oggi, uno degli ultimi castelli europei circondato da un fossato. La scoperta del centro può partire dal celebre Castello Estense, proseguendo poi lungo via Garibaldi si arriva alla piazza del municipio, un tempo cortile dell’originario Palazzo Ducale. È una delle piazze che ogni anno, l’ultima settimana di agosto, diventano un grande teatro all’aperto dove si esibisco i musicisti di strada provenienti da tutto il mondo per partecipare al Buskers Festival. Non manchiamo di arrivare Al Brindisi un’enoteca con degustazioni, fornita anche dei poco noti vini ferraresi del Delta. Perdiamoci in piazza trento e Trieste e in via San Romano, dove sotto i portici possiamo trovare l’ottimo pane ferrarese “la coppia”. Sono veramente tante le cose da vedere e visitare a Ferrara, alcune però attirano l’attenzione più delle altre. É il caso per esempio della Certosa di San Cristoforo, che servì da cenacolo certosino nel Rinascimento e da cimitero pubblico nell’Ottocento e che manifesta un chiaro legame tra architettura e natura. Le opere d’arte un tempo custodite al suo interno sono oggi visitabili nella Pinacoteca Nazionale e nei Musei Civici di Ferrara e lchiese.

Se lasciamo le memorie storiche del Medioevo e del Rinascimento possiamo esplorare le atmosfere del Delta del Po ferrarese, una vasta area di 550 chilometri quadrati che arriva fino al mare Adriatico. In un’escursione in battello verso la riserva naturale delle Bocche del Po,  otterremo un itinerario insolito al confine tra terra e acque.

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